La Pompei delle Valli Occitane. E’ il momento di salvarla!

Nel 1960 il paese venne abbandonato improvvisamente dopo una tempesta di neve. Ora La Stampa lancia un appello: “Salviamo Narbona, la Pompei delle valli Occitane, dove il tempo si è fermato”. Come spiega Carlo Giordano, Narbona nel Cuneese è un pugno di case aggrappate alla roccia, in una posizione impossibile. Nel ’900 incominciò l’emigrazione verso Torino: tutti a fare i lustrascarpe alla stazione di Porta Nuova.  Nel 1960 il villaggio però si ferma. A Pasqua di quell’anno, il 17 aprile, l’alta Valle Grana viene sepolta da oltre un metro di neve. Si scatenano le valanghe. La borgata resta isolata per giorni. Nulla di straordinario per dei montanari incalliti, ma le sirene del boom economico che sta trasformando le città di pianura sono ormai irresistibili. “La borgata”, racconta Giordano, “resta come cristallizzata: piatti, posate, bicchieri sui tavoli; letti pronti per la notte con materassi di foglie, lenzuola di fustagno, cuscini; quadri alle pareti; la scuola con lavagna e banchi; la chiesa con la statua della Madonna della Neve. Ora però un gruppo di volontari, riuniti nel comitato ‘Una casa per Narbona’, cerca di salvare il salvabile e mantenere vivo il ricordo di questa Pompei delle Alpi occitane”.

 

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