Il gentiluomo bavarese e la conquista mancata della Croda Rossa

L’abilità di Italo Zandonella Callegher, accademico del Cai e scrittore di razza, è di rendere romanzeschi anche i burocratici dispacci degli alti comandi. E’ uno dei motivi per cui il suo libro “La grande guerra sulla Croda Rossa 1915-1917” (Mursia, 330 pagine, 22 euro) si legge piacevolmente benché ogni pagina sia colma di lutti e sacrifici. Un altro motivo della piacevolezza del libro a dispetto del contenuto è che da una vita il suo autore è di casa sulle rocce della Croda Rossa, quella di Popéra, destreggiandosi da quell’alpinista che è tra forcelle e residui di baracche e trincee. Così la lettura di questo libro non dà tregua fino alle ultime pagine dove Zandonella si riserva un magistrale colpo di scena che riguarda la vicenda di “un gentiluomo bavarese”. Da una rivista tedesca di montagna recupera infatti la storia di un ufficiale tedesco poi ripresa anche su “L’Alpino”, organo ufficiale dell’Associazione Nazionale Alpini. L’ufficiale si prende cura di un alpino gravemente ferito, se lo carica con grande fatica in spalla e lo riporta fra i suoi commilitoni. Il salvataggio di un avversario in piena guerra non è cosa di tutti i giorni, si limita a commentare Zandonella. E la guerra in questo racconto che tocca il cuore sembra le mille miglia lontana.

E’ la stessa guerra che alle ore 10 di sabato 15 dicembre 1917, semina il lutto a Dosolédo: sette ragazzini vengono dilaniati da una bomba austriaca. Sul lunario il proverbio del giorno informa: “Dicembre piglia e non rende”. Zandonella prende spunto da questo fatto di cronaca per narrare come italiani e austriaci, a pochi metri di distanza fra loro, combattano battaglie durissime. Gli alpini scalano pareti verticali appesi a corde e scale, traversano abissi profondi, tentano inutilmente di conquistare la cima magistralmente difesa dagli austriaci. Nelle fragili baracche di legno la temperatura raggiunge i meno 40 gradi e valanghe di inaudita violenza portano morte e distruzione.

In questo ambiente i soldati di entrambi gli eserciti trascorrono due anni e mezzo fra incredibili sofferenze. Il libro dedica particolare attenzione alle imprese alpinistiche fatte dai militari per la conquista di incredibili posizioni, le più difficili e illogiche di tutto il fronte alpino. Imprese rimaste sconosciute. Vengono messi in giusta luce gli eroismi e i sacrifici di uomini straordinari come gli italiani Emilio Scotti e Fulvio Ottorino Roscio, gli austriaci Ludwig von Scotti e i fratelli Vinatzer. Ma viene reso il giusto merito anche ai geniali costruttori di teleferiche che stendevano i loro cavi sotto il fuoco nemico rendendo possibili i rifornimenti in quell’ambiente alpino ostile, violato da una guerra atroce e insensata. Va segnalato per concludere che 7 gennaio 2017 alle 20.45 nella Sala consiliare del Municipio di Candide a presentare il libro insieme con Zandonella Callegher ci sono  Achille Carbogno ed Elvia Zandonella M., curatori della mostra “La Grande Guerra in archivio. Anni 1916 e 1917”.  “Spero di incontrare tanti amici. Sani”, è il messaggio che Zanonella Callegher affida al web.

La locandina della mostra fotografica e della serata con la presentazione del libro di Zandonella Callegher a Candide (Comelico Superiore).

 

Commenta la notizia.