Demagogia ambientalista, che fastidio!

Un costoso prototipo di auto con tecnologia green sfoggiato a scopo promozionale nel fantastico scenario naturale delle Tofane è all’origine di un dissidio tra Mauro Corona e gli ambientalisti che hanno condannato l’episodio, l’ennesimo espediente mediatico (con indebito impiego di elicotteri) per sottomettere l’immagine dei Monti Pallidi alle esigenze del commercio. “Mi fanno ridere gli ambientalisti a senso unico. La montagna è offesa quando interi paesi muoiono e nessun ambientalista, di quelli con il Suv da 100.000 euro, alza la voce”, è la sferzante dichiarazione di Corona, in appoggio ai fautori dell’iniziativa alle Tofane, raccolta il 31 gennaio 2016 da Stefano Vietina in un quotidiano locale. “Anche io sono un ambientalista a modo mio”, precisa Corona, “e mi dà fastidio questa demagogia; perché questi pseudo-ambientalisti non se la prendono invece con lo scempio di Braies dove, a seguito di una trasmissione tv oggi non si riesce più a muoversi e si vive fra le automobili e lo smog? Altro che elicotteri”.

Corona ce l’ha con Mountain Wilderness e la sua campagna contro l’eliturismo e l’eliski praticati in molte vallate e in particolare nelle Dolomiti e interdetti in altri paesi alpini. Noto anche alle casalinghe di Vigevano come burbero guru televisivo, imposto su Raitre dalla devota Daria Bignardi con il compito di bacchettare conduttori non in linea con il suo pensiero da montanaro duro e puro che scala pareti e classifiche di best seller, Corona non si limita a proclamare il suo modo di essere in scritti che adombrano un mondo più equo o “meno storto”. Prendere di mira gli “ambientalisti da suv” è adesso il suo nuovo trastullo.

Non è il solo però Corona tra gli alpinisti a pendersela con la “croce rossa” di Mountain Wilderness. Basta pensare a Reinhold Messner che, dopo avere partecipato alle prime battaglie appeso ai piloni della funivia della Vallée Blanche, se ne è andato sbattendo la porta. O, risalendo alla notte dei tempi, a Walter Bonatti. Pochi giorni prima dell’inizio dei lavori del Convegno di Bella con cui nel 1987 si diede vita a Mountain Wilderness, Bonatti declinò infatti l’invito a partecipare motivando il suo rifiuto con “la presenza, nella lista degli invitati, di persone che io reputo trovarsi in netta contraddizione con il carattere idealistico e molto significativo della manifestazione”. Chi fossero queste persone, chissà perché mai, Bonatti non lo indicò. Ma intanto le acque vennero avvelenate. Sta di fatto che l’azione di MW è proseguita limpidamente per  trent’anni trovando sostegno nel mondo della cultura e della scienza oltre che, saltuariamente, tra gli alpinisti grandi o piccoli. Che talvolta si rivelano insospettabilmente piccoli. (Ser)

Nella foto sopra il titolo Muro Corona sul Corriere della Sera il 4 gennaio 2016 nella promozione della sua produzione letteraria in offerta speciale.

2 thoughts on “Demagogia ambientalista, che fastidio!

  • 10/01/2017 at 22:58
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    pienamente d accordo con tutte possibili alternative di fiction che esistono…

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  • 06/01/2017 at 11:29
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    “Mi chiedo perché Mountain Wilderness e Cipra, invece di farsi pubblicità attraverso la nostra iniziativa, non puntino l’attenzione su cosa circola quotidianamente sulle nostre strade di montagna. Non penso siano gli elicotteri l’unico problema della montagna”. Così Giorgio Pirolo, architetto bellunese, ha replicato agli ambientalisti che lo hanno attaccato definendo “una vergogna” l’utilizzo dell’elicottero per portare la sua Asfanè Frangivento, supercar elettrica, da Fiames ai 2475 metri del rifugio Ra Valles sopra Cortina. Trovando un convinto alleato in Mauro Corona. Che così si è espresso: “Stimo Giorgio Pirolo e l’ho sempre incoraggiato a fare la sua strada. Per questo mi fanno ridere questi ambientalisti a senso unico, che se la prendono con lui, che progetta, lavora e si dà da fare. Non è lui che offende la montagna con le sue iniziative. La montagna è offesa quando interi paesi muoiono e nessun ambientalista, di quelli con il Suv da 100.000 euro, alza la voce”.
    Pronta è stata la replica di Carlo Alberto Pinelli, presidente del Mountain Wilderness che così si esprime in una sua lettera diffusa ai media:
    “Quello che sbigottisce nella stizzita risposta di Giorgio Pirolo”, scrive Carlo Alberto Pinelli, “è l’ignoranza delle argomentazioni utilizzate; un’ignoranza ancorata a luoghi comuni da bar dello sport che il mondo culturale, al quale Pirolo e Corona dicono di far parte, dovrebbe essersi lasciato alle spalle da oltre mezzo secolo. Il giovane a brillante architetto si dichiara inorridito dalla denuncia di Mountain Wilderness e non esita a rispolverare le sciocchezze di quegli speculatori edilizi che, nei lontani anni cinquanta, accusavano le associazioni ambientaliste di essere solo degli arcaici club di contesse. Cosa altro significa infatti l’affermazione – priva ovviamente di qualsiasi riscontro oggettivo – che gli autori della denuncia attuale sono solo pseudo-ambientalisti, adusi a scorrazzare su e giù per i boschi alla guida delle proprie SUV da 100.000 euro? Prima di mettere per iscritto accuse così squalificanti (per chi le formula) Pirolo avrebbe dovuto avere la decenza di informarsi, non solo e non tanto sulle denunce dei redditi dei componenti la nostra associazione, ma piuttosto sulle iniziative che da tre decenni – e affrontando anche enormi difficoltà economiche – Mountain Wilderness porta avanti per contrastare la banalizzazione ludico/consumistica della montagna e delle esperienze che in montagna si possono vivere in libertà. Iniziative che includono la tutela della biodiversità e dei paesaggi identitari, la lotta all’uso turistico dell’elicottero e alla omologazione della montagna a gigantesco parco tematico, la lotta alla proliferazione degli impianti di risalita, la difesa dei parchi nazionali e regionali, il soccorso alle comunità colpite dai terremoti, le proposte per limitare l’afflusso motorizzato sui passi dolomitici, ecc. Senza contare le iniziative umanitarie che ci vedono protagonisti in Etiopia, Afghanistan, Pakistan. E via discorrendo”.
    “Venendo al caso specifico”, conclude Pinelli, “nessuno di noi ha la pretesa di contestare la possibile bontà ecologica dell’invenzione di Pirolo. Ci dichiariamo incompetenti. L’Asfanè può anche essere una automobile utile all’ambiente. Quello che si contesta e si configura come una vergogna è la scelta compiuta per lanciare pubblicitariamente il nuovo prodotto. Per sua natura la scopo dell’ automobile – elettrica, a benzina o ad aria compressa – è quello di facilitare gli spostamenti degli esseri umani lungo strade asfaltate; e non è quello di inerpicarsi in luoghi ancora parzialmente o totalmente liberi dal fiato, spesso pestifero, della cosiddetta modernità. Tanto è vero che la povera Asfanè, per essere collocata lassù, in un contesto a lei radicalmente estraneo, ha avuto bisogno dell’assistenza di un altro marchingegno meccanico, altrettanto fuori posto: l’elicottero. Concludo con un esempio: oggi molti famosi architetti progettano e realizzano grattacieli di grande fascino artistico. Tuttavia tutti noi saremmo sconcertati se uno di quei moderni capolavori venisse edificato partendo dal centro del Colosseo. La contaminazione ci farebbe rabbrividire. Questo vale letteralmente anche per la montagna, malgrado troppi se ne siano dimenticati. Suppongo che lo stesso Corona, precipitatosi a difendere l’operato dell’amico, dovrebbe ammettere che l’esempio è calzante.

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