L’elicottero e la cultura della fretta nel “Corona pensiero”

“Godersele senza voler faticare? L’elicottero è l’offesa peggiore alle nostre vette”. Parola di Mauro Corona. Sul web, in un’intervista a Caterina Pasolini, lo scrittore nonché scultore e alpinista di Erto sembra rimangiarsi le recenti invettive rivolte agli “ambientalisti da Suv” schierati contro l’uso improprio degli elicotteri in montagna. Si ricorderà come Corona si fosse posto i primi giorni di questo 2017 convintamente dalla parte di Giorgio Pirolo, architetto bellunese, che gli ambientalisti di Mountain Wilderness hanno attaccato definendo “una vergogna” l’utilizzo dell’elicottero per portare la sua Asfanè Frangivento, supercar elettrica, da Fiames ai 2475 metri del rifugio Ra Valles sopra Cortina.

Conoscendo il “Corona pensiero”, ciascuno di noi sa benissimo che Mauro non ha mai nascosto la sua avversione per gli elicotteri e per tutto ciò che rappresentano nell’approccio ludico e turistico alle montagne. “Violentano la montagna”, spiega infatti, “per pigrizia e indifferenza. Sono figli di una cultura della fretta, del tutto e subito, della soddisfazione senza sforzo e impegno che ha corrotto dalla politica ai rapporti umani…”. Contrario dunque all’eliski? “Si è persa l’etica della montagna e il rispetto della natura. Questi che arrivano con i minuti contati e il portafoglio pieno, che vogliono andare in cima in pochi minuti con l’elicottero non vogliono far fatica, sono dei nichilisti”. Turisti figli della fretta? “E del cinismo che usa e distrugge tutto, rapporti umani e vallate. Vince la voglia di guadagnare e per soddisfare chi ha sghei e non vuole faticare si è pronti a tutto. Si è perso il senso, la soddisfazione della conquista con impegno: sia una donna o la cima di montagna. Ora si preferisce pagare, più comodo, veloce. Meno impegnativo”.

Niente da aggiungere. Queste di Mauro Corona sono parole sacrosante con cui gli ambientalisti dotati o no di Suv non possono che concordare. Sono un balsamo per chi s’illude di difendere le montagne facendo leva sui principi, senza disporre di mezzi per intervenire e prendendosi per sovrapprezzo qualche insulto. E meno male che tra i personaggi pubblici capaci di bucare gli schermi in questo mondo avido e distratto c’è ancora chi appoggia e offre visibilità alle campagne ambientaliste. Un solo doveroso appunto. L’intervista è del 30 luglio 2015, come segnala un amico sul web.(Ser)

 

2 thoughts on “L’elicottero e la cultura della fretta nel “Corona pensiero”

  • 12/01/2017 at 18:29
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    Quindi alla distanza di 18 mesi,(30 luglio 2015 – primi giorni di gennaio 2017), Mauro ha cambiato idea sul rispetto dell’ambiente?

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  • 11/01/2017 at 17:10
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    Non sono d’accordo!
    Ho sempre fatto fatica per andare in montagna, ora spenderò un po’ di soldi per farmi portare agli attacchi delle vie e poi farmi riportare giù dalle vette.
    L’età non mi permette più di stare in giro a lungo, dedicherò il mio tempo solo a scalare, non a camminare.

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