Regolamentazione rigorosa. L’impegno del Governo sull’eliski

Un passo avanti importante per vietare o limitare fortemente l’eliski anche in Italia con una regolamentazione stringente e rigorosa. Lo ha deciso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rispondendo il 12 gennaio 2017 a una interrogazione presentata da Ermete Realacci presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera e dal collega parlamentare Enrico Borghi, anche su sollecitazione di Beppe Leyduan, Carlo Alberto Pinelli, Mountain Wilderness e Cai. L’intenzione è di definire, di concerto con il ministero dell’Ambiente e gli Enti territoriali coinvolti, un rigido sistema regolatorio per l’eliski in linea con quanto indicato dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Api (CIPRA) e con quanto già posto in essere dagli altri paesi alpini europei. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) condivide infatti la necessità di regolamentare con chiarezza e in modo uniforme su tutto il territorio nazionale l’utilizzo dell’eliski, vista la pericolosità di questa pratica per l’uomo e l’ambiente. Usare l’elicottero come mezzo di risalita crea infatti  il rischio del possibile distacco di valanghe causato dai rotori o dall’azione degli sciatori che, peraltro, non testano la compattezza della neve durante la salita ignorando così le condizioni dei pendii che si accingono a percorrere. L’eliski è poi fonte di un forte inquinamento acustico che disturba la fauna alpina in un periodo dell’anno in  cui diverse specie sono già messe a dura prova dai rigori del clima.

Per questi motivi l’eliski comincia a essere vietato anche in alcuni comuni italiani. Il piccolo centro di Balme nelle valli di Lanzo (To), per esempio, si è impegnato a inizio dicembre con una delibera a non autorizzare sul suo territorio la pratica dello sci con l’elicottero, né l’utilizzo di altri mezzi come quad, moto, fuoristrada e motoslitte. “Regolamentare in modo rigoroso questa pratica significa garantire maggiore sicurezza alle persone e permette di puntare su un turismo più sostenibile e sempre più attrattivo per il futuro”, afferma Realacci commentando la risposta del Ministero delle Infrastrutture alla sua interrogazione.

 

L’interrogazione e la risposta

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministro dell’Interno è stata rivolta l’interrogazione di Realacci e Borghi sull’eliski con la premessa che “si tratta di un’attività vietata e limitata in un tutti i Paesi alpini, ad eccezione dell’Italia, perché ritenuta ‘rischiosa’ e ‘non adatta alle Alpi per ragioni ambientali’ dalla Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, la CIPRA”.

“Più precisamente”, viene spiegato nel documento, “le attività di eliski sono interdette in Germania, Slovenia e Liechtenstein. Anche in Francia vige un divieto generalizzato che però viene spesso aggirato, poiché gli sciatori depositati dagli elicotteri su creste oltre confine. In Austria è consentito unicamente nella regione dell’Arlberg, con soltanto due destinazioni”.

“In Svizzera”, precisa più avanti il documento, “la legge consente l’atterraggio su una quarantina di siti (la maggior parte dei quali situati nel Canton Vallese); è recente la notizia che la Confederazione elvetica starebbe per ridurre i voli nella zona del Monte Rosa (una delle più battute) in quanto questo è considerato di alto pregio ambientale; dal punto di vista della sicurezza, oltre al rischio derivato dal possibile distacco di valanghe causato dai rotori o dall’azione degli sciatori”.

Nella risposta, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti comunica l’intenzione, “tenendo conto anche di quanto giù posto in essere dagli altri paesi europei”, di avviare un confronto con il Ministero dell’Ambiente e con gli enti territoriali coinvolti al fine di individuare un sistema regolatorio in linea con quanto indicato dalla Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera.

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