La neve latita, la Marcialonga si accorcia

Chi troppo e chi niente. Mentre il Centro Italia vive la tragedia delle immani nevicate che si accompagnano alle scosse del terremoto, nei fondovalle del Trentino il manto nevoso naturale è pressoché inesistente. Il Consiglio direttivo della Marcialonga, la cui 44.a edizione si svolge il 29 gennaio 2017, analizzando le previsioni meteo che si annunciano senza importanti precipitazioni nevose, ha deciso di ridurre il percorso di gara a 57 chilometri totali anziché 70. La partenza è così spostata nella piana di Campestrin nel comune di Mazzin. E’ successo per lo stesso motivo anche negli anni ’76 (50 km), ’93 (55 km), 2007 e 2015 (57 km). “I costi derivanti dall’innevamento artificiale dei primi 13 km”, ha spiegato il presidente Angelo Corradini, “sarebbero stati superiori alle nostre possibilità economiche e si è dunque preferito lavorare maggiormente nel privilegiare la qualità della pista, in questi giorni davvero splendida, a scapito della lunghezza”.

La decisione di accorciare la Marcialonga non deriva tuttavia soltanto dalle limitate possibilità economiche, è anche una questione di buonsenso. Insostenibile dal punto di vista ambientale è risultato nel 2016 innevare i 72 chilometri della Marcialonga. Sono stati infatti 8.500 i camion utilizzati quella domenica 31 gennaio per trasportare 105.000 metri cubi di neve artificiale, realizzata con 40.000 metri cubi di acqua potabile, prelevata dagli acquedotti dei 17 Comuni su cui passa il tracciato della gara. Una contabilità inaccettabile. (Ser)

http://www.marcialonga.it

One thought on “La neve latita, la Marcialonga si accorcia

  • 20/01/2017 at 18:30
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    Ci sono state molte lamentele. Cosa è cambiato dall’anno scorso?NULLA! Ci sono 13 KM in meno…, con una semplice proporzione, occorrono 6900 camion che consumano ettolitri di nafta, inquinando il già compromesso ambiente. E i 34.600 metri cubi di acqua potabile prelevata dagli acquedotti , conoscendo quante persone muoiono di sete? Tutto questo per la gioia del turismo, degli alberghi, dei ristoranti. Chissà Messner, corona ed altri cosa ne pensano!

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