The Hut, un alpinismo da brividi

“Una storia claustrofobica, ricca di tensione e terrore, tra vette innevate, meravigliose e inquietanti”. Così viene definito da Versante Sud “The Hut” (collana Comics, 109 pagine, 19 euro) con l’allettante ma jettatorio sottotitolo “Il rifugio sarà la tua tomba”. Realizzato da Marco Preti (testi), Marco Madoglio (soggettista e sceneggiatore) e Paolo Antiga (disegnatore), si tratta di un fascicolo che può fare testo. L’editoria in questo periodo sembra guardare con rinnovata attenzione al filone delle graphic novel anche con un volume che riguarda marginalmente l’ambiente alpinistico, “Guido Rossa, un operaio contro le BR” di Nazareno Giusti (Round Rubin editrice). Come noto Rossa, il sindacalista trucidato dalle Brigate Rosse, fu anche un illustre e attivissimo alpinista accademico.

Ma mentre nel caso di Rossa il fumetto si presta quale ricco apparato di approfondimenti, nel caso di “The Hut” l’impegno è di suscitare emozioni usando un linguaggio alpinistico che faccia facilmente breccia negli appassionati. La storia? Una presenza malvagia vive nel rifugio del Cristo in Croce ma, da quando il gestore della struttura è scomparso in circostanze misteriose, pochi se ne ricordano.
 Sulla cima della montagna, dove sorge il rifugio, c’è una piccola stazione meteorologica che si è rotta da poco.
 Jacopo ed Eric, due tecnici specializzati, hanno il compito di aggiustarla. Per arrivarci dovranno trascorrere una notte al “Cristo in Croce”.
 Dopo quella notte i loro incubi diverranno reali, i loro istinti prenderanno il sopravvento e le loro anime si danneranno per sempre.
 “The Hut” svela certamente l’imprint di Marco Preti
, regista/scrittore specializzato in documentari e fiction in luoghi di natura estrema, assecondato da Marco Madoglio
 abile soggettista e sceneggiatore. Paolo Antiga
 diplomato alla milanese Scuola del Fumetto si destreggia a sua volta con immagini funeree in un bianco e nero talvolta (volutamente?) un po’ ingrigito. Di sicuro la graphic novel si presta per instaurare un dialogo che ci si augura proficuo con i lettori più giovani. Del resto, la storia dell’alpinismo è ricca di spunti. L’augurio è che l’esperienza di Versante Sud possa essere accolta con successo e avere un seguito. (Ser)

http://www.versantesud.it

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