La città a caccia della montagna

Ai cacciatori di città sarà permesso migrare in quelle aree dove il mondo venatorio è più attento e il territorio ospita più fauna? Su questa prospettiva e sulle altre che si stanno palesando nel Veneto ecco quanto scrive Luigi Casanova, rappresentante di Mountain Wilderness e vice presidente di Cipra Italia.

Doppiette anche nei Parchi?

Quanto sta avvenendo in Veneto deve preoccupare un po’ tutta la comunità nazionale. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Sergio Berlato ha imposto una legge regionale che tenta di portare l’attività venatoria all’interno dei parchi regionali, in particolare sui Colli Euganei. Fatto del resto già consolidato nelle due province autonome e ribadito recentemente all’unanimità con una norma di attuazione della Commissione dei 12 della Regione Trentino Alto Adige. ll Berlato, non soddisfatto con altre leggi, ben cinque, ha prima dato il via libera alla costruzione di capanni di caccia ovunque, anche su terreni di altre proprietà e poi, fatto molto più grave e pericoloso per la montagna, intende permettere ai cacciatori di città il nomadismo, cioè migrare in quelle aree dove il mondo venatorio è più attento e il territorio ospita più fauna. La città a caccia della montagna.

In Veneto le associazioni animaliste sono forti e temute. Ad ogni apertura della caccia i sostenitori di questa sensibilità invadono boschi e campi con fischietti e vestiti colorati per impedire a lepri e fagiani di essere impallinati. Un comportamento inaccettabile per i cacciatori, bisogna portarvi rimedio. Ed ecco all’opera il solerte consigliere che propone per chi “intenzionalmente tenta di impedire l’esercizio della caccia e della pesca nel rispetto della legge “multe salatissime, da 600 a 3.600 euro.

Secondo Berlato e la maggioranza di governo del Veneto, “le tradizioni venatorie sono il fondamento della specie umana” e la legge è utile per “punire quegli animalisti che si comportano da criminali”. Alla domanda riguardo le manifestazioni che stanno travolgendo il Veneto contro la legge Berlato il protagonista sereno risponde: “Quando il nemico si agita è segno che siamo sulla buona strada”. La sanzione prevista per il cacciatore che spari a meno di 150 metri dalle case? E’ di soli 206 euro! E nel 2015 in Italia ci sono stati 15 incidenti di caccia mortali, 71 con feriti, ma la stampa non ne parla. Anche questi passaggi sono parte della cultura di una certa Italia.

Luigi Casanova