Engadina. Mondiali in punta di sci

Il Dorf, sovrastato dalle piste dei Campionati del Mondo, visto dalle sponde del lago di San Murezzan (ph. Serafin/MountCity)

Da una vetrina del Dorf, dirimpetto a Cartier, è inconfondibilmente quello del presidente Donald Trump il faccione che scintilla incastonato in un variopinto mosaico di perline e di strass, sullo sfondo della bandiera a stelle e strisce. Un’immagine che sarebbe perfetta per una di quelle scatole di cioccolatini che richiamano l’attenzione dalle vetrine della premiata pasticceria Hanselmann. Prezzo al pubblico del ritratto 10 mila franchi svizzeri, cornice compresa, ma sul quadro è subito comparso il fatidico bollino rosso: venduto! E’ solo un esempio di come St Moritz viva avvolta nel suo inarrivabile kitsch la vigilia dei campionati mondiali di sci in programma dal 6 al 9 febbraio 2017. Il sospetto è che li viva anche con un certo apparente distacco, complice una certa arietta di crisi che non risparmia cotanto incanto naturale e artificiale. La neve qui è poca e piuttosto limitato appare, salvo errori, il viavai di sciatori sulle piste sempre impeccabili, compresa quella del Corvatch che tiene aperto all’imbrunire di venerdì fino a mezzanotte per i nottambuli dello sci che qui non mancano. Ma, Engadina a parte, non sono più i tempi in cui i grandi eventi dello sci rappresentavano irresistibili richiami. Sui Mondiali di sci e sui Giochi olimpici invernali grava da tempo il sospetto che l’ambiente sia sottoposto in queste circostanze a uno stress intollerabile, che gli effetti negativi sull’ecosistema si possano protrarre a lungo. Questo non succede a St Moritz, d’accordo, dove si scia con gli impianti realizzati ne 2003, dove c’è spazio per tutti, dove turismo e agonismo non creano conflitti, dove comunque l’ospite è sacro. A ogni buon conto la Federazione Sport Invernali ha imposto che tutto avvenga “in modo socialmente responsabile” d’intesa con le associazioni ambientaliste. E’ una regola che da tempo fa parte dei protocolli. E anche Cortina d’Ampezzo per i Mondiali del 2020 deve vedersela già ora con una “Carta verde” elaborata dagli ambientalisti.

L’elegante manifesto ufficiale dei Mondiali di St. Moritz.

Sarà, ma sfogliando la rivista ufficiale “St Moritz” in distribuzione negli uffici turistici non si notano immagini adrenaliniche di atleti, bensì campi di sci solatii inquadrati in un tripudio di bandierine biancocrociate. Una scelta sicuramente non casuale. E poi ecco altre immagini di questo “inverno magico” in punta di sci con figuranti in costume e con giovani, aitanti chef italici che cercano di prenderci per la gola. Allegria a piene mani viene distribuita anche nelle scale mobili tra il Dorf e il Bad. Qui scorrono di rampa in rampa i sorridenti ritratti retroilluminati dei volontari autoctoni, tutti abbronzati e sorridenti. Tranquilli, con montanari di questo stampo i Mondiali di sci possono dirsi in buone mani. Se ne contano 18 di volontari e non potrebbero esserci testimoni migliori di una radicata passione per lo sci le cui radici qui risalgono ufficialmente al 1929 con la creazione della prima scuola tuttora in funzione. Ma se proprio si arriva da queste parti esclusivamente per fare il tifo, si sappia che nelle gare è coinvolta soprattutto l’area della Suvretta, mentre più defilate dall’evento sono le aree di Marguns, Celerina e il Corviglia Snowpark. Lassù il divertimento è assicurato, ma a debita distanza dalle piste dei campioni. Per chi volesse ammirare l’evento dall’alto è poi raccomandato di salire fino a Piz Nair  al mattino presto, prima dell’inizio delle gare, vivendo l’emozione di sciare sulle piste appena preparate con il “White Carpet” (puntuali dalle 7.45!).

Da una vetrina il  presidente Trump accoglie i turisti al Dorf (ph. Serafin/MountCity)

L’eco degli uomini jet lanciati sulle piste di Corviglia arriva forte anche al Corvatsch, dove alla stazione intermedia Murtél il tifoso che non rinuncia a godersela sulle piste dispone di un maxi schermo per vedere al momento opportuno le gare in diretta. Sono assicurati a ogni buon conto “angoli di pura beatitudine” che il Corvatsch riserva ai suoi ospiti nelle pause dall’attività sportiva, vedansi le terrazze soleggiate dell’Osteria Rabgiusa, del ristorante La Chüdera e della Stüvetta Giand’Alva. Anche la terrazza panoramica di Muottas Muragl è l’ideale per assistere lontano dalla folla allo spettacolo delle gare. Qui il maxischermo non serve: basta dotarsi di un cannocchiale per avere una vista ottima su Corviglia.  “Diversa è invece”, a quanto precisano puntigliosamente i depliant turistici, “l’esperienza che offre il comprensorio della Diavolezza, sciando sui ghiacciai del Pers e del Morteratsch, dove l’unica sfida da vivere è quella con sé stessi e con la natura”. Qui niente maxischermi, siamo in un altro pianeta.  In Engadina c’è davvero posto per tutti! 
(Ser)

L’immagine dei Mondiali 2017 a St Moritz emerge discreta dai murales del Dorf. In alto sopra il titolo il benvenuto di un volontario da un manifesto (ph. Serafin/MountCity)

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