Manolo: il mio meraviglioso vagabondare

Il 3 e il 10 febbraio 2017 la rassegna “Naturae” continua con gli appuntamenti al cinema a Valdobbiadene (Sala Boccasino) e Pedavena (Sala Guarnieri): proiezioni di film che affrontano il tema del rapporto tra uomo e natura intervallati dalla presenza di diversi ospiti. Fino al 12 febbraio sono poi visitabili a Feltre e Montebelluna anche la mostra delle migliori foto presentate al IMS Photo Contest 2016, e a Pedavena la mostra “More more more mountains” con i (falsi) manifesti cinematografici di film di montagna. Nell’ambito della rassegna quattro ospiti di eccezione si sono dati appuntamento martedì 31 gennaio a Montebelluna con le loro “storie da condividere” di montagna, natura e persone: l’ormai leggendario Manolo, il fotografo Damiano Levati, l’esploratrice in bicicletta Ausilia Vistarini e lo storico Matteo Melchiorre. Ognuno di loro è salito sul palco con la propria storia da raccontare ispirata dal tema “I vagabondi delle montagne”, ossia la montagna come terreno di vagabondaggio. Racconti esemplari da condividere che ci portano alle montagne, storie coinvolgenti che ci fanno pensare a nuovi modi di vivere le terre alte, sia nel quotidiano che nell’avventura.

Intervento dello storico recalcitrante Matteo Melchiorre, è stato “alla ricerca della via di Schenèr”; il fotografo e videomaker outdoor Damiano Levati ha raccontato le storie di un fotografo vagabondo. Poi è stata la volta dell’esploratrice in bicicletta Ausilia Vistarini e di Manolo (qui sopra in un’immagine declamatoria di Roberto Serafin) il cui intervento ha avuto come tema “il mio viaggio: necessario, educativo, pericoloso e meraviglioso”. Di solito in montagna si pianifica, si segue un itinerario GPS, si conoscono tempi di percorrenza, si localizzano i rifugi. Di solito, nella vita, ci si pone una meta, si sa dove si vuole andare a si cerca di prevedere modi e tempi. Vagabondare è una diversa suggestione. Significa errare, nel doppio senso di muoversi senza una direzione certa e anche di sbagliare, laddove l’errore non ha un’accezione negativa ma ricorda l’affascinante tema della serendipità grazie a cui lo sbaglio è foriero di grandi scoperte – dall’America alla penicillina. Vagabondare è esplorare liberi da mode e condizionamenti, privandosi del superfluo. Vagabondare è avere la libertà e l’esperienza per cambiare programma solo perché si inciampa in un imprevisto che ci piace e che ci attira. Vagabondare è scoprire il sentiero, è conoscere la via affidandosi ai propri sensi. La serata è stata condotta da Teddy Soppelsa dell’ufficio marketing di Aku e direttore di Altitudini, da Andrea Benesso dell’outdoor agency 3parentesi, e da Guido Foddis con la sua chitarra ironica e dissacrante.

INFO: www.aku.it e altitudini.it