Il magico mondo dei Sass Baloss

Un link lega da qualche giorno MountCity al sito www.sassbaloss.com. E’ un dialogo piacevole e istruttivo quello che si è instaurato con i quattro alpinisti del gruppo, un quartetto che attraverso il web condivide da 14 anni con altri appassionati la sua intensa e qualificata attività in montagna. Cliccando sulla barra che sovrasta la home page, è possibile accedere al ricco repertorio di escursioni e scalate di Matteo Bertolotti, Luca Galbiati, Omar Brumana e Guglielmo Losio. Il link si aggiunge a quelli per accedere al prestigioso Gogna Blog e a Rifugi-Bivacchi: nell’insieme un patrimonio di conoscenze sulla montagna di grande valore immediatamente fruibile da chi ci segue. E’ significativo che ai “Sass Baloss” sia stato assegnato alla fine del 2016 il prestigioso Premio Meroni per la cultura organizzato ogni anno dalla Società Escursionisti Milanesi. Come ogni appassionato può verificare, ciascuna salita o gita escursionistica è relazionata nel sito degli amici Matteo, Luca, Omar e Guglielmo con estrema precisione. Le relazioni sono oltre un migliaio. E gli oltre 6.000.000 di accessi che i “Sass” ricevono annualmente sono la testimonianza che il loro lavoro è curato e preciso.

Va precisato che Matteo Bertolotti e Luca Galbiati sono soci del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna e hanno pubblicato diversi libri: “Arrampicare – Dolomiti Sud-Orientali” (Vividolomiti), “Arrampicare – Dolomiti Nord-Orientali” (Bertolotti e Galbiate con Vascellari, Vividolomiti), “Pietra di Bismantova” di Bertolotti e Filippi (Versante Sud), “Il Sentiero Roma” di Bertolotti e Ribolzi (Vividolomiti), “Ferrate di Arco” di Bertolotti e Filippi (Arcolibri) e “Ferrate di Lombardia” di Bertolotti e Gardiol (Vividolomiti). In tanti anni il quartetto ha portato avanti un’attività in montagna basata sull’amicizia e sulla condivisione. “Abbiamo ben presto scoperto”, spiegano i Sass Baloss, “che la passione per quello che facevamo era ancora maggiore se riuscivamo a condividere con altri le nostre esperienze, se potevamo fornire indicazioni per poterle ripetere, in una specie d’innocente gioco d’emulazione con le guide d’alpinismo tradizionali”.

Quel curioso nome? “Bisogna risalire a un’escursione in Val Roseg, dove abbiamo lottato con la neve alta tutto il giorno. Non avevamo ciàspole e nemmeno sci d’alpinismo. Non eravamo arrivati da nessuna parte, come spesso capita d’inverno o in primavera. La cena non era stata un granché e un buon liquore alle erbe allietò la serata. E lì, all’ostello di San Moritz, fu Guglielmo a proporre il nome, che venne subito condiviso dagli altri”. Baloss, cioè furbo, birbone, furfante in milanese e in altri dialetti lombardi. Ma il corrispettivo in lingua non dà l’idea e la forza del vocabolo dialettale. Baloss va riferito a una persona intelligente che usa il cervello con finezza, un simpatico ribaldo di cui ci si può fidare con tranquillità. Una fiducia che i Sass Baloss hanno saputo conquistarsi con tanta passione e con assoluta dedizione.

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