Tutta la montagna in 70 e più foulard

La consegna al Museo della Montagna del foulard ufficiale sulla Torino olimpica.

“Foulard delle montagne” s’intitola un’originale mostra al Monte dei Cappuccini aperta fino al 28 maggio. Trattasi di una raccolta di foulard di montagna, un progetto del Museo Nazionale della Montagna con il sostegno della Regione Piemonte, della Fondazione CRT e della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento e con la collaborazione della Città di Torino e del Club Alpino Italiano. Questo accessorio è nato per un uso quotidiano e con scopi pratici, diffuso in tutte le culture del mondo. E’ un vero oggetto di culto, indossato dalle signore più eleganti del Novecento, dall’americana Elsie de Wolfe, attrice e arredatrice, a Jackie Kennedy, fino a Margaret Thatcher e a Christine Lagarde.  Tra i foulard esposti due sono dedicati ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006: il foulard Bolaffi “Lo sci. Torino Città Olimpica” e quello Hermès disegnato da Caty Latham “Torino 2006”. Fino a oggi mancava però il foulard ufficiale dell’evento olimpico. Grazie a Silvio Cattaneo, titolare dell’omonima casa di produzione leader nel settore delle cravatte e dei foulard, la collezione si è arricchita in questi giorni del coloratissimo foulard ufficiale Torino 2006 “Look of the game” di Cattaneo Cravatte licenziatario ufficiale.

L’esposizione è incentrata su una selezione di settanta pezzi, i più interessanti, selezionati dai curatori Aldo Audisio, Laura Gallo e Cristina Natta-Soleri, tutti provenienti dalla cospicua raccolta del Museomontagna che conta oltre centottanta esemplari a tema montano. I più vecchi appartengono agli anni Venti e Trenta del Novecento, ma non mancano carré degli anni Duemila. In mostra si possono ammirare le creazioni di grandi firme della moda: da Chanel a Hermès, Prada, Givenchy, Gucci, Céline, Krizia, Burberrys, Ralph Lauren, Escada, Gabrielli, Daphné, AAllard e Bogner, a cui si affiancano nuovi marchi contemporanei – da Lola Paltinger a Milleneufcentquatrevingtquatre, Étoile de Marie, Casali 71 e Charlotte Hudders, per citarne solo alcuni –, ma anche esempi più semplici, ad uso souvenir, in tessuti meno pregiati della seta, che non hanno nulla a che vedere con l’accessorio di lusso, realizzati in cotone e lana, nei casi dei più datati e, più recentemente, anche in materiali sintetici come l’acetato, il rayon e il poliestere. In mostra – allestita con il coordinamento di Marco Ribetti – sono presenti anche foulard commemorativi, dedicati agli eventi olimpici invernali, come quello realizzato per le Olimpiadi di Oslo del 1952 o la serie per i Giochi Olimpici di Grenoble del 1968, affidata a noti illustratori e pittori come Constantin e Pierre Ambrogiani.

In occasione dell’esposizione è stato realizzato il nono volume della collana dedicata alle Raccolte di Documentazione del Museo Nazionale della Montagna. Titolo: “Foulard delle montagne”. E’ a cura di Aldo Audisio, Laura Gallo e Cristina Natta-Soleri, edito da Priuli & Verlucca. Le 156 pagine sono corredate da un ricco apparato iconografico di 170 immagini di foulard.Il libro è in vendita a 29,50 euro e si apre con un intervento di Maurizio Bono che ripercorre la diffusione di questo oggetto nel mondo alpinistico. Seguono gli interventi di Sofia Gnoli e Silvia Vacirca: la prima ricostruisce la nascita e l’evoluzione di un accessorio che da oggetto pratico si trasforma in oggetto di culto; la seconda analizza la fortuna del foulard nel mondo del cinema, che sarà volano per la sua diffusione presso il pubblico femminile. Chiudono il volume tre storie di foulard: Audisio intervista Caty Latham storica illustratrice di Hermès, la Natta-Soleri racconta due esempi di alta moda legati a produzioni strettamente famigliari e Mantovani ricostruisce la storia di un singolare foulard del 1931 su cui sono ricamate le firme di novantadue alpinisti.

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