Nives e Romano, due persone speciali

Tutto come previsto. La serata di Nives Meroi e Romano Benet presso un punto vendita della Brianza è stata un successo. Cinquecento appassionati di montagna si sono dati appuntamento per ascoltare incantati o addirittura stregati i racconti della coppia tarvisiana che è celebre nel mondo dell’alpinismo come in altri campi lo sono Dario Fo e Franca Rame o Al Bano e Romina. Ecco il comunicato stampa e le foto della serata di giovedì 9 febbraio 2017 organizzata presso DF Sport Specialist di Bevera di Sirtori.

Il grande abbraccio degli appassionati a Bevera di Sirtori (LC)

C’erano oltre cinquecento persone venerdì 9 febbraio 2017 a Bevera di Sirtori (LC). Tutte radunate nel punto vendita DF Sport Specialist per accogliere due indiscussi protagonisti dell’alpinismo himalayano dei nostri tempi: Nives Meroi e Romano Benet. Lei, prima italiana sull’Everest senza ossigeno, prima donna a compiere la traversata Gasherbrum I, II e Broad Peak, ha sfiorato il primato femminile dei 14 ottomila. Lui, spesso raccontato come il suo “fedele compagno di cordata”, è in realtà uno dei migliori alpinisti del panorama italiano e internazionale. Insieme hanno affrontato le difficoltà della montagna e della vita, superandole non solo con il successo ma soprattutto con determinazione e con il sorriso.

Alla serata presso Df Sport Specialist hanno portato il filmato “Makalu, tre storie e una montagna”, con il racconto dei loro tre tentativi al gigante himalayano di 8.473 metri, di cui hanno raggiunto la vetta nella primavera 2016. Il racconto è passato attraverso molti anni e molti cambiamenti. Il cambiamento della montagna, affrontata d’autunno, d’inverno e in primavera, con il vento, i temporali e il sole. Dell’alpinismo stesso, rispecchiato da un campo base che negli anni è diventato sempre più commerciale, “avvelenato spesso da pregiudizi, arroganza e soldi”. E infine si è parlato del cambiamento dei due alpinisti, che hanno superato numerose difficoltà: per ultima, la lunga malattia che ha colpito Romano nel 2009 e li ha tenuti lontano dalle montagne per cinque anni. Ma non ha minimamente intaccato la loro voglia di scalare. “La nostalgia della montagna”, hanno detto, “ci dava la forza per resistere a quella prigione”.

Tredici ottomila saliti senza ossigeno e senza portatori d’alta quota, Nives Meroi e Romano Benet ora sono già proiettati verso il quattordicesimo e ultimo della lista ufficiale: l’Annapurna. Una “cosa da duri”? Dal loro punto di vista no. “Andiamo semplicemente in montagna come se andassimo qui sulle Alpi, con il nostro zaino e le nostre forze. Siamo una buona cordata, abbiamo iniziato questo cammino molti anni fa e non avremmo mai pensato che un passo dopo l’altro saremmo arrivati qui”. “La cosa che apprezzo di più è la loro umiltà”, ha commentato Roby Chiappa, fra il pubblico insieme a molti personaggi noti dell’alpinismo locale e italiano, “sono proprio alpinisti di vecchio stampo. Mi ha colpito la storia della grave malattia che hanno dovuto affrontare e di come sono tornati insieme a scalare”. “Sono persone speciali, che vanno oltre la norma”, gli fa eco Floriano Castelnuovo. “Mi piace il loro modo di muoversi in montagna e ho trovato molto sincero il racconto della realtà degli ottomila, che purtroppo è sempre più di spedizioni commerciali. Pensavo che il Makalu ne fosse esente, essendo una montagna più isolata, più lontana dall’Everest, ma a quanto pare non lo è”. Dario Pensa, storico gestore del rifugio Pialeral, condivide la riflessione e sottolinea “l’umanità strepitosa di entrambi, due veri alpinisti”.

“Hanno mostrato cosa vuol dire avere le spedizioni commerciali su queste montagne”, dice Dario Spreafico, due tentativi sulla Ovest del Makalu poi salito dalla normale. “Molte persone non sanno come sono cambiati i tempi e com’è cambiato l’alpinismo. Per fortuna c’è ancora gente come loro che porta avanti questo modo di scalare pulito. Le commerciali secondo me sono solo una moda, che andrà a finire, e che non può attrarre i giovani perché non è vero alpinismo. Ma in questo momento stanno rovinando l’ambiente”.

La serata ha offerto lo spunto anche per riflessioni sui cambiamenti fisici delle montagne. Tore Panzeri, che aveva tentato la Ovest nel ’91 e nel ’93, racconta “volevo rivedere la montagna, e l’ho trovata molto cambiata. E’ molto più secca, trent’anni fa non c’erano quei ghiaioni: mi ricordavo molta più neve, più passeggiata, ora sembra molto più impegnativa”. L’occasione ha segnato l’uscita del numero 23 della rivista “Uomini e Sport”, curato da Renato Frigerio, in distribuzione gratuita presso tutti i punti vendita DF Sport Specialist. Il numero, dedicato al chilometro lanciato con interviste ai due detentori del record mondiale (Valentina Greggio e Ivan Origone) e a due “vecchie glorie” locali come Monica Malugani e Fabio Locatelli, è arricchito dal racconto della prima sull’Isola di Baffin di Matteo della Bordella, articoli e approfondimenti dedicati alla Medale, Benveuto Laritti, al libro “Il grande Det” e da un’intervista a Stefano Geminiani, patron di Aquarapid. Il prossimo appuntamento con il ciclo “A tu per tu con i grandi dello sport” da DF Sport Specialist sarà il 9 marzo alle 20 con la serata “Il cammino di Santiago” di Ivan Rota.

One thought on “Nives e Romano, due persone speciali

  • 12/02/2017 at 15:25
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    Se mi è permesso, conoscndo Nives e Roamno, avrei intitolato invece “Due persone normali”. Credo che apprezzerebbero il complimento….

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