Olimpiadi “scomode”. I Grigioni le bocciano

Il serpente del Maloja, quella nebbia a banchi che talvolta serpeggia in Engadina da Sils-Maria a Silvaplana fino a Sankt Moritz, non solo ha rovinato la festa dei Campionati mondiali di sci costringendo a rimandare la prova maschile di discesa libera, ma sembra essersi ingoiato anche le Olimpiadi invernali 2026 in quello stesso cantone dei Grigioni. Così è stato deciso dai grigionesi in un referendum, ma non è escluso che il serpente ci abbia messo la coda costituendo un monito su quanto le difficoltà climatiche possano influire su queste grandi e costose feste della neve. Che se poi ci si mette anche il “Maloja snake” c’è poco da stare allegri! Particolare importante. Il malefico “serpente” si infilò nel 2014 anche nel film “Sils Maria”. Il regista Olivier Assayas ne fece un elemento chiave che rifletteva negativamente lo stato d’animo dell’inquieta protagonista Juliette Binoche. In realtà quello che si è visto sullo schermo era un… rettile d’annata. A fissarne le immagini nel bellissimo documentario “Das Wolkenphänomen von Maloja” era stato nel 1924 il tedesco Arnold Fanck, un padre del Bergfilm. E al regista di “Sils Maria” era sembrato giusto appropriarsi di quelle magiche sequenze. Ora tuttavia non è azzardato ipotizzare che la nuvolaglia immortala in bianco e nero da Fank sia stata  in questo febbraio 2017 mandata dal cielo per coprire provvisoriamente e provocatoriamente alla vista i mondiali di sci, un evento che in futuro si preferirebbe evitare per non turbare la festa dei turisti invernali: quel tipo di sciatori che, in un contesto ambientale unico al mondo e preservato con ogni cura quale risulta essere l’Engadina, contano ben più degli scatenati uomini jet e del loro rumoroso caravanserraglio.(Ser)

Di quando in quando il “serpente” s’insinua dal Maloja e si allunga furtivo verso Sils, Silvaplana e Sankt Moritz. Qui la nuvolaglia incombe sulle piste di Corviglia mentre sono in corso i Mondiali di sci alpino.

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