Quad nelle Dolomiti, un’invasione annunciata

Il 10 giugno 2017 oltre cinquanta quad percorreranno, in occasione della 2° edizione del Raduno delle Dolomiti, strade forestali e piste di sci nei Comuni di Falcade, Canale d’Agordo e Moena invadendo anche la valle di Garès fino al laghetto della Malga Stia. E’ incredibile come, mentre si discute di sviluppo sostenibile e di recuperare documenti strategici dell’Unione Europea per ridefinire la qualità del territorio delle Dolomiti, le amministrazioni pubbliche offrano spazio a proposte deleterie come questa. Una lettera sull’argomento è stata diramata il 20 febbraio 2017 da Luigi Casanova a nome del Consiglio direttivo di Mountain Wilderness alla Fondazione Dolomiti Unesco, ai sindaci dei comuni di Falcade, Canale d’Agordo, Vallada Agordina, S. Tommaso agordino, Cencenighe e Moena, alla società Impianti Falcade e Col Margherita, ai Servizi Forestali del Veneto e al Distretto Forestale di Cavalese.

Il 10 giugno oltre cinquanta quad percorreranno, in occasione della 2° edizione del Raduno delle Dolomiti, strade forestali e piste di sci nei Comuni di Falcade, Canale d’Agordo e Moena.

“Sostenendo o permettendo lo svolgersi di queste iniziative”, scrive Casanova, “si trasforma la montagna in un circo all’interno del quale risulta possibile inserire qualsiasi cosa. Riteniamo inconcepibile che un territorio posto ai margini di Dolomiti UNESCO, si pensi alla valle di Gares ai piedi delle Pale di San Martino, ma il discorso vale per tutto il percorso indicato, diventi un’arena dentro la quale degli scatenati motociclisti (in questo caso utilizzatori di quad) dimostrino in modo narcisistico la loro abilità di guida o la dirompente forza del ruggito del mezzo guidato. Strade forestali, piste inserite in aree sciabili come Col Margherita non devono ospitare simili manifestazioni: si tratta di viabilità posta al servizio di lavori silvopastorali o costruite per la manutenzione delle aree sciabili”. Mountain Wilderness chiede di negare l’autorizzazione allo svolgimento del raduno dei quad. Alla Fondazione Dolomiti UNESCO è rivolto inoltre un appello perché intensifichi l’azione di sensibilizzazione su tutto il territorio dolomitico tesa a evitare lo svolgimento di attività sempre più diffuse nelle Dolomiti che non sono in sintonia con quanto deciso nella strategia di azione Dolomiti 2040.

8 thoughts on “Quad nelle Dolomiti, un’invasione annunciata

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  • 03/03/2017 at 10:43
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    Mah… Intanto bisognerebbe informarsi a dovere prima di scrivere comunicati con errori macroscopici. Ve lo dico perché sono del posto. Inoltre, grazie a questa manifestazione, si attirano turisti che, al giorno d’oggi, sono una fonte importante di guadagno in tutti i sensi per le comunità di montagna. Posso capire che il rumore dei quad dia fastidio, ma sicuramente non inquinano quanto fabbriche che non rispettano le norme ambientali o quanto le brutte abitudini quotidiane di ogni singolo individuo. Una brutta abitudine è quella di utilizzare l’auto per percorrere anche 200 metri invece di andare a piedi. Quindi prima di dare certe opinioni assai assurde direi che sarebbe meglio parlarne con le persone che hanno organizzato e magari cercare una mediazione se possibile. Volete una montagna spopolata oppure viva? Se si critica ogni iniziativa che attrae capitale umano e finanziario per le comunità non si va solo incontro allo spopolamento! Rifletteteci bene!

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    • 03/03/2017 at 11:52
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      Ah ma allora signor Axel, Lei che è del posto non conferma lo svolgersi della manifestazione del 10 giugno? Il “comunicato” a cui fa riferimento è la notizia che stiamo commentando? Quale sarebbe quindi l’errore macroscopico? Può essere più preciso per favore, a servizio di tutti i lettori, anche di quelli non dotati di quad e non residenti in comuni alpini? Grazie.

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  • 25/02/2017 at 20:04
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    Sembrate tutti depositari del sapere assoluto e dell’ecologia mondiale ma arrivate nei luoghi dove noi abitiamo e viviamo in auto magari euro 0 scaricando bici o solo per passeggiare e rientrare nelle vostre città la sera creando traffico inquinamento senza lasciare valore aggiunto alla località che avete visitato portandovi via anche qualche ricordo

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  • 23/02/2017 at 17:41
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    Il ministro dell’ambiente, farà qualcosa? E le OTTANTA ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE? Questa notizia, caro SERAFIN, dovrebbe essere pubblicata su tutti i giornali e le TV. Invece siamo in pochi ad “ingoiare amaro”. Che schifezza!

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  • 21/02/2017 at 13:27
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    Giusto: speriamo nel buon senso degli amministratori locali.

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  • 20/02/2017 at 23:06
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    Se cade un albero fa strike!

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