Pechino e i Giochi invernali 2022. Manca solo la neve

“Sopralluogo a Chongli, tra le zone montuose (quasi) incontaminate che ospiteranno i Giochi Olimpici di Pechino 2022. E che si accingono a cambiare per sempre”. Così viene presentato sul Giornale dell’architettura il viaggio di Marta Mancini che nel settembre 2016 ha sviluppato la tesi magistrale “Torino 2006 – Beijing 2022: can the Olympic event be an opportunity?” in collaborazione con i professori Michele Bonino e Zhang Li della Tsinghua University di Pechino. Il reportage è intitolato “Cina, l’ultima frontiera crolla davanti alle Olimpiadi invernali”. “Per la XXIV edizione delle Olimpiadi invernali”, spiega Marta Mancini, “Pechino sarà affiancata da altri due principali centri urbani che ospiteranno le competizioni della neve: Yanqing e Zhangjiakou, situati a nord-ovest della capitale tra i monti Yan, rispettivamente a 100 e 250 km di distanza. Si tratterà del sistema olimpico più esteso sul territorio mai realizzato. I futuri spettatori in ogni caso non dovranno farsi intimorire dalle distanze: gli spostamenti tra le zone olimpiche dell’area urbana e delle aree montane saranno resi veloci ed efficienti da un treno ad alta velocità che ridurrà le centinaia di chilometri a 40-50 minuti di percorrenza. A Pechino, le strutture olimpiche del 2008 verranno rifunzionalizzate e riallestite per i giochi del ghiaccio, mentre le aree montane saranno oggetto di eccezionali trasformazioni. Chongli sarà una di queste”. Un solo problema: la neve da queste parti di norma latita.

 

Fonte: Giornale dell’Architettura

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