Tre anni sono passati, ma il Butch è sempre tra noi

Ragazzo energico, entusiasta, il 14 marzo di tre anni fa ci ha lasciato Marco Anghileri vittima di un incidente alpinistico. “Ricordarlo è un’esigenza del cuore: sicuramente se ne è andato troppo presto”, è il pensiero di Renato Frigerio del Gruppo Gamma di cui Marco era un autorevole rappresentante. Nel mandarci queste poche righe, Renato sottolinea “come la figura di Butch concorda con quella di un giovane esemplare che ha vissuto come unico e intenso ideale la passione per la montagna. Un ideale pratico e prorompente che viveva con serena armonia interiore”.

Un vuoto incolmabile

14 marzo: è il ritorno di un anniversario, di un momento nero di angoscia incredula, quella che colpisce e quasi annienta ognuno che perde all’improvviso la persona che era un pezzo inscindibile della sua vita, e più ancora il preciso punto di riferimento per una passione essenziale: una persona che insieme era amata e ammirata, e la cui stessa amicizia costituiva un motivo di orgoglio. Tutto questo era, per gli alpinisti del gruppo Gamma, Marco Anghileri: l’amico che ha lasciato in loro un vuoto ben difficile da riempire sotto ogni aspetto. Questa è una data che noi abbiamo presente ogni giorno, perché ogni giorno rammentiamo, e continueremo a rammentare, un volto, un carattere, una passione e una dote alpinistica davvero rara: un ricordo che continuerà a spronare il gruppo cui apparteneva a non scostarsi mai dalle sue orme, che ancora guardiamo incantati.

Renato Frigerio

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