Mille gradini per “imparare” la montagna

Più che un avvicinamento alla montagna previsto nei piani educativi, per i ragazzi di “Quartieri in quota” quello di mercoledì 15 marzo 2017 è stato un viaggio nel tempo e nello spazio. Un blitz di un solo giorno che forse non dimenticheranno mai. Punto di partenza: la periferia urbana del Gratosoglio dove i ragazzi vivono e studiano e da cui è stato complicato per il pullman che li ospitava districarsi nel groviglio delle tangenziali. Punto di arrivo, due ore dopo: la boscaglia della remota Val Veddasca, nel Varesotto. Dal formicaio multietnico di Milano, per intendersi, alle rarefatte borgate di pietra dove i residenti si contano sulle dita di una mano. L’escursione del 15 marzo era da tempo programmata dalla scuola media Arcadia. Vi ha partecipato tutta o quasi la prima dove per l’intero triennio è stato instaurato l’orientamento “ambiente, sport e montagna” con lavoro interdisciplinare in classe e alcune uscite.

L’accompagnatore Andrea Fornaroli guida il gruppo di ragazzi verso Monteviasco (ph. Serafin/MountCity)

Diverse le ragioni che hanno indotto gli insegnanti a portare lassù questi giovanissimi che per ambiente familiare e sociale raramente (per  non dire mai) hanno la possibilità di conoscere la montagna e di praticarla con spirito di scoperta. La montagna vera, non quella dei luna park sciistici con corredo di gonfiabili. Superare la barriera psicologica della fatica è stata una di queste ragioni. Per raggiungere dal fondovalle Monteviasco in una giornata grigia e freddina, i ragazzi non avevano altra scelta se non quella di percorrere una storica mulattiera con mille gradini. Lo hanno fatto divertendosi, scambiandosi senza affanno le loro impressioni. In cima li ha accolti un borgo tutto in pietra appartenente a un remoto passato rurale, precedente al quattordicesimo secolo. Sorpresa. Si può vivere senza dover dipendere dai mezzi a motore. Scesi poi a valle con una piccola teleferica, i ragazzi sono stati accolti in un agriturismo tra le baite di pietra. Un gruppo si è dedicato alla produzione di squisite formaggelle, un altro a impastare il pane, altri ancora hanno esplorato con Andrea, esperto accompagnatore di media montagna, il torrente e i prati circostanti punteggiati dal giallo tenue delle primule.

Un’occasione anche per imparare come si fa il pane… (ph. Serafin/MountCity)

Nato nel 2014, il progetto “Quartieri in quota” riguarda per ora i ragazzi della scuola media Arcadia del quartiere Gratosoglio (Municipio 5) ed è sostenuto dalle associazioni “Quartieri Tranquilli” (www.quartieritranquilli.it), “Attraverso la Montagna” (http://www.alm-onlus.org), dal blog Mount City (http://www.mountcity.it) e dal Cai Milano (http://www.caimilano.org). Si può dire che la montagna sia in tal modo entrata a vele spiegate nelle moderne aule dell’Arcadia, anche con l’amichevole sostegno di alcune personalità. In dicembre a dialogare con i ragazzi del Gratosoglio è stato il re dei cartoons Bruno Bozzetto, mentre mercoledì 20 marzo tocca a Nicolò Bongiorno, figlio dell’indimenticabile Mike e filmaker provetto. Nicolò ha accettato di raccontare ai ragazzi la sua scalata al Cervino con il veterano Marco Barmasse, da lui stesso documentata in un appassionante mediometraggio. Altra presenza prestigiosa, questa volta nel campo del free climbing, sarà il 5 aprile al Teatro Arca in corso XXII Marzo il “ragno” Simone Pedeferri. Scalatore di classe (è accademico del Cai), pittore, cineasta, Simone ha simpaticamente accettato di condurre una serata per la raccolta di fondi. Un altro contributo prezioso per far sì che la montagna come strumento didattico sempre più possa figurare nella programmazione della scuola dell’obbligo.(Ser)

 

 

 

 

 

 

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