Alla ricerca del “vero” Cenacolo

Dove potrebbe essere ambientato il Cenacolo leonardesco? Sul dipinto, visitato ogni anno a Milano da quasi mezzo milione di turisti, è stato scritto più che per qualsiasi opera d’arte e più volte ci si è interrogati su questo aspetto. Un’insolita prospettiva è quella che offre sabato 1° aprile 2017 a Civate (Lecco) un convegno di studiosi e ricercatori suggestivamente intitolato “Leonardo e Civate. Un’interessante ipotesi sull’ambientazione dell’Ultima Cena”.

Il lago di Annone visto da San Pietro al Monte e, nella foto sopra il titolo, da Civate: un panorama che incantò Leonardo e con molta probabilità gli suggerì lo sfondo del Cenacolo.

L’ipotesi riguarda il monastero di San Calocero a Civate (Lecco), ora casa di riposo con il nome di “Casa del Cieco”. Sarebbe stata questa struttura religiosa a offrire a Leonardo Da Vinci lo spunto per l’ambientazione del Cenacolo. Ed è su questa ipotesi che si dipana il convegno di sabato 1° aprile patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Lecco con la partecipazione degli studiosi e ricercatori Roberto De Capitani, Stefano Morganti, Carlo Castagna, Dario Monti, Laura Malinverni. In particolare nella sua relazione, accompagnata da precisi rilievi per stabilire le esatte prospettive del dipinto e della stanza in cui sarebbe stato ambientato, Dario Monti (topografo, direttore del sito www.viestoriche.net) mette in luce cinque indizi che farebbero di Civate il punto di arrivo di un’annosa ricerca. In questa prospettiva il paesaggio sullo sfondo del dipinto non può che essere lo stesso che oggi appare al visitatore affacciandosi verso il lago di Annone.

Un’altra veduta del lago di Annone, il più esteso della Brianza.

Significativa, nell’intervento dello storico Stefano Morganti basato sulle ricerche  del nonno Luigi Giuseppe Conato per il libro “Leonardo da Vinci nella valle dell’Adda”, è la perfetta coincidenza dello sfondo del Cenacolo con i monti sorgenti dalle acque immortalati da Alessandro Manzoni nei “Promessi Sposi”: gli stessi che all’epoca affascinarono Leonardo, abituato a vedere le montagne, le valli, i fiumi a volo d’uccello, dall’alto, negli sfondi di tanti dipinti.  “Sorge il pensiero”, scrisse Conato, “che il nostro stupendo paesaggio abbia ispirato all’eccelso artista naturalista gli sfondi di alcuni fra i suoi più celebri dipinti…”. Sabato 1° aprila a Civate si torna a discutere di questa ipotesi ed è significativo che lo si faccia in questo incantevole angolo della Brianza dove Leonardo era di casa ai tempi del suo soggiorno alla corte di Lodovico il Moro.

Ecco il programma del convegno:

http://viestoriche.net/indexold/Civate/comunicato-web/Leonardo%20e%20Civate.html

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