Paolo Cognetti e le sue otto montagne alla conquista del Premio Strega

Paolo Cognetti in una foto del 2010 tratta da Wikipedia.

Le otto montagne” di Paolo Cognetti pubblicato da Einaudi è considerato tra i libri favoriti per la vittoria finale del prestigioso Pemio Strega arrivato alla settantesima edizione. Lo scrittore milanese viene presentato da Cristina Comencini e Benedetta Tobagi. Tra i candidati a uno dei premi letterari più ambiti d’Italia figurano anche gli editori Ponte alle Grazie (del gruppo Gems) con “È giusto obbedire alla notte” di Matteo Nucci, la neonata Sem con “Amici per paura” di Ferruccio Parazzoli, la fiorentina Giunti con “Gin tonic a occhi chiusi” di Marco Ferrante. Laurana candida “La traiettoria dell’amore” di Claudio Volpe, definito da Dacia Maraini un “romanzo calzante e di profondi intenti”. Felix Krull Editore propone “Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé…” di Lodovica San Guedoro. Giulio Perrone Editore candida invece “Le notti blu” di Chiara Marchelli.

Cognetti partecipa anche dal  19 al 23 aprile alla rassegna milanese “Tempo di Libri”, la nuova Fiera dell’editoria italiana.  Scorrendo sul web gli appuntamenti previsti (http://www.tempodilibri.it/it/16429/) salta subito all’occhio la presenza di questo giovane scrittore cittadino “patito” della montagna, abile nel decifrare i sentimenti che i monti suscitano nella gente di città e nel catturare l’attenzione del lettore. Con lui altri nomi di spicco dell’editoria di montagna e di viaggi: Marco Albino Ferrari, Pier Luigi Gaspa, Albano Marcarini, Franco Michieli e altri. Non manca l’onnipresente Mauro Corona, ma l’impressione oggi da alcuni condivisa è che Cognetti stia per soppiantare lo scrittore-simbolo della montagna selvaggia e/o che ne rappresenti il clone “vestito da giovane lupetto montano” come malignamente osserva Davide Torri nel sito “Altitudini”, forse esorbitando. Perché tra la montagna idilliaca descritta da Corona e quella che svela in ogni pagina sentimenti ed emozioni di Cognetti c’è una notevole differenza. Di sicuro Cognetti è di questi tempi il più qualificato portavoce della montagna e dei suoi valori, e anche il più presente sui media. Occorre essergliene grati se si ha a cuore la cultura alpina, ma l’impressione è che nel cerchio magico degli appassionati venga ancora guardato con inesplicabile sufficienza. Notevole è l’intervista che Cognetti ha fatto al suo coetaneo alpinista Hervé Barmasse sulla Repubblica di domenica 26 marzo 2017. Particolare curioso. I due a un certo punto “fanno una cosa da uomini”: vanno a comprare il pane scendendo per un sentiero scivoloso dove Hervé “cammina leggero, con quella sua agilità da funambolo”. “Grazia ci guarda”, scrive a un certo punto Cognetti riferendosi alla compagna di Barmasse, “e dice che dei due io sembro il montanaro, lui il cittadino. Per me che mi porto dietro il peccato originale di Milano, è il più gran complimento”. (Ser)

 

One thought on “Paolo Cognetti e le sue otto montagne alla conquista del Premio Strega

  • 30/03/2017 at 16:30
    Permalink

    L’ho letto, secondo me lui scrive bene, la storia è interessante, ma si arrende alla vita, non costruisce nulla, fugge da tutto.
    Magari vince il premio.

    Reply

Commenta la notizia.