Pedeferri superstar… e la montagna sorride alle periferie

Lina Sotis, presidente di “Quartieri tranquilli”, alla serata benefica di Simone Pedeferri (foto sopra il titolo), estroso climber dei Ragni della Grignetta (ph. Serafin/MountCity).

Viviamo in un mondo fatto di odio e rancore, ma ogni tanto qualche buon segnale ci riconcilia con la vita. A Milano l’associazione “Quartieri tranquilli” presieduta da Lina Sotis porta la montagna nelle cosiddette periferie. La porta in quell’altra Milano visitata di recente da Papa Francesco, dove le persone parlano lingue diverse, ma nella stessa lingua sorridono e piangono. E’ nato così e prospera da tre anni in qua, in rete con diverse altre iniziative di “Quartieri tranquilli”, il progetto “Quartieri in quota” che ha messo radici al Gratosoglio e coinvolto tanti amici della montagna: gli stessi che il 5 aprile si sono ritrovati al Cine Teatro Arca di Corso XXII Marzo per ascoltare i racconti di Simone Pedeferri, uno dei famosi “ragni della Grignetta”, ma anche e soprattutto per offrire un contributo al progetto: un’abbondante manciata di euro raccolte in una cassetta all’ingresso del cinematografo. E un modo per guardare con più fiducia al futuro di questa iniziativa che, con il determinante contributo dell’associazione “Attraverso la montagna”, ha consentito a più di 300 ragazzi di assaporare per la prima volta la grande bellezza delle montagne. Pedeferri è capace di domare con un sorriso pareti strapiombanti e si è visto nei suoi filmati con quanta classe e determinazione si sappia impegnare anche dipingendo i ghiribizzi dei suoi coloratissimi quadri . “Socialmente inutile” definisce nel titolo di un film il suo alpinismo, ma forse è un modo originale per andare alla ricerca di consensi. Simone sa circondarsi da amici e l’atmosfera è sempre serena, talvolta ridanciana, anche quando s’impegna nelle più repulsive scalate, aggrappato come un pipistrello alle strapiombanti pareti del Buco del Piombo in Brianza.

Basta così. Siamo agli antipodi della filosofia di Walter Bonatti per il quale tutto in alpinismo è sempre e irrimediabilmente terribile, la fame, la sete, le difficoltà, le condizioni del tempo quasi sempre infernali. Anche per questo aspetto del suo carattere, Pedeferri non ha esitato a dimostrarsi “socialmente utile” mettendosi a disposizione del progetto milanese di “Quartieri n quota”, con la presentazione dall’amabile compagno di scalate Luca Biagini. Una disponibilità, la sua, di cui hanno dato prova di recente anche il maestro dei “cartoons” Bruno Bozzetto e il bravo Nicolò Bongiorno, autore di un bellissimo film sul Cervino, entrambi scesi tra i ragazzi del Gratosoglio per raccontare di montagna e di scalate.

Andrea Mandelli, pianista e cantante del gruppo teatrale “Gin Song” di Merate, ha intrattenuto gli ospiti. Qui è con Elena Biagini, organizzatrice della serata (ph. Serafin/MountCity)

Alla serata al cine teatro Arca non poteva mancare un autorevole rappresentante del Club Alpino Italiano come Massimo Minotti che presiede la Sezione di Milano, partner del progetto insieme con MountCity, accolto da Lina Sotis che ha approfittato anche per fare il punto sulle diverse attività che “Quartieri tranquilli” organizza con autorevoli sostegni, comprese le iniziative per illuminare le giornate dei detenuti di San Vittore. Tra gli amici della montagna che hanno contribuito al successo della serata con la partecipazione di Coldiretti e Pattini Marinoni, vanno segnalati Gianpaolo Bovio, dirigente del Comprensivo dell’Arcadia – Gratosoglio, presente con il corpo insegnante che segue l’attività dei ragazzi di “Quartieri in quota”. E inoltre Andrea Mandelli, pianista e cantante del gruppo teatrale”Gin Song” di Merate, Marilena Giovannelli, l’Associazione Piccolo Principe, i “cartografi delle Alpi” Laura Tassi e Giorgio Aliprandi, gli artefici del sito “Vie storiche” Dario Monti e Rosalba Franchi. Da Monteviasco, al confine con il Canton Ticino, sono scesi a Milano per partecipare alla festa i gestori di Kedo Agriturismo che hanno con tanto calore ospitato i ragazzi insegnando loro a impastare fragranti pagnotte e a produrre squisiti formaggini. Perché questa e solo questa è la montagna che vive e a cui guardare come strumento didattico, lontana dai rutilanti luna park delle località griffate. (Ser)

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