Tecnologie. Lassù qualcuno ci spia

Che cos’hanno in comune l’Alpe Devero e Venezia? Una tecnologia legata alla frequentazione turistica. Sia sulla Laguna sia tra le vette delle Lepontine il turismo impone infatti l’installazione di apparecchi contapersone. A Venezia, come annuncia La Stampa del 29 aprile 2017, dove risultano oltre 30 milioni i turisti che ogni anno entrano in Laguna, i visitatori saranno questa estate “schedati” e gli ingressi regolati per frenare il turismo di massa in città. Un problema analogo si palesa d’estate nell’incanto del Devero dove in agosto i parcheggi non reggono più l’assalto dei turisti e le navette che lo collegano a Baceno si rivelano insufficienti o mal gestite. Occhi nascosti studieranno dunque la situazione tra le fronde in alpe Devero e in alpe Veglia (Alpi Lepontine) dove è stato avviato il monitoraggio della fruizione con la posa di cinque contatori sui sentieri principali. A quanto si apprende dal rapporto annuale dell’Ente di gestione delle aree protette dell’Ossola, il monitoraggio è stato avviato in tempi diversi (l’ultimo ecocontatore è stato posato l’anno scorso alla fine di luglio) quindi i dati non sono completamente raffrontabili temporalmente.

Con la nuova stagione turistica si annuncia tuttavia che i contatori delle Lepontine saranno tutti in funzione e ciò consentirà un regolare monitoraggio dei flussi. In questo modo l’Alpe Devero, come si legge nel rapporto citato, sempre più si affermerebbe come un laboratorio per il futuro delle Alpi “dove sperimentare nuove forme di rapporto tra la società globale degli uomini e l’ambiente naturale (turismo sostenibile e convivenza)”. Quali siano queste nuove forme di rapporto non è precisato, ma molto si parla di nuovi impianti di risalita e innevamento artificiale in vista di un collegamento sciistico con San Domenico nell’area contigua a quella attualmente protetta, già sottoposta d’estate a un notevole stress.

I contatori nei parchi non sono comunque una novità e c’è da stupirsi che al Devero vengano considerati una risicata conquista dai dirigenti delle Aree protette. Ben diversa è la situazione in Lombardia dove ben venti sono gli osservatori automatici di quanto avviene nei boschi e sui sentieri: tutti collocati a partire dal 2009 in Lombardia dall’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. Tali “ecocontatori” (centraline a sensore piroelettrico o a lastra acustica) si trovano in otto foreste regionali lombarde. Servono qui e altrove, secondo l’Ersaf, per registrare il numero dei visitatori, per quantificare la fruizione dei boschi e orientare eventuali interventi di sistemazione e miglioramento delle strutture esistenti, a partire dai sentieri. Cinque ecocontatori si trovano ai Corni di Canzo (CO) e nella Foresta Gardesana occidentale (BS), due in Valsolda (CO), ad Azzaredo Casù (BG), in Val Masino (SO), in Val Lesina (SO). Uno è a Foppabona (LC-BG) e uno in Valle del Freddo (BG). Insomma, quest’estate ci sentiremo un po’ spiati durante le nostre escursioni. Ma a fin di bene, si spera (Ser)

2 thoughts on “Tecnologie. Lassù qualcuno ci spia

  • 06/05/2017 at 16:27
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    speriamo che di questo passo non si arrivi anche all’installazione di telecamere altrimenti addio privacy,sopratutto in quei momenti “bisognosi”.Potremmo correre il rischio di trovarci i carabinieri ha contestarci (come già successo) atti osceni in luogo pubblico.

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  • 29/04/2017 at 19:49
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    Nulla che google già non sappia, suppongo

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