Governance e policies, il lessico degli Stati generali della montagna

Qualcuno se ne ricordava? Grazie agli Stati generali della montagna annunciati dalla Provincia di Bergamo e dal Cai di questa città rispunta da qualche recondito archivio digitale la Carta di Milano per la montagna. Venne presentata nel 2015 all’Expo per ovviare a un non trascurabile inconveniente: nella Carta di Milano, documento ufficiale dell’Expo, era come se la montagna neanche esistesse. Si pensava che anche questo documento appartenesse all’archeologia delle buone intenzioni, ma ora viene riproposto dopo un’adeguata spolverata agli Stati generali organizzati dal 20 maggio 2017 in collaborazione tra la Provincia di Bergamo, le cinque Comunità montane e il Cai. Curioso. Si viene a sapere che la Carta di Milano (di cui mountcity, per ciò che può valere, ha dato a suo tempo ampia notizia) è nata in realtà a Bergamo, città che con la montagna, come si deduce anche dal nome, ha maggiore dimestichezza di Milano. “Concentreremo l’attenzione”, specifica in ogni modo il presidente della Provincia Matteo Rossi, “su tre grandi questioni: la governance delle aree interne; il rapporto tra identità, sviluppo e coesione; lo sviluppo di un turismo di qualità. I temi saranno molteplici: le politiche mirate per i territori montani, l’economia circolare e la green economy, le giovani start up, i servizi, l’agricoltura di montagna, il patrimonio forestale, la valorizzazione della filiera agroalimentare, la promozione del territorio”. Il programma d’iniziative comprende workshop, laboratori di approfondimento, tavole rotonde ed eventi “per riflettere sui temi oggi prioritari per i territori montane che vedranno le valli bergamasche in primo piano”. Certo, i problemi sono comuni a tutta la montagna italiana, Appennini compresi. Ma importante è che se ne parli, che le istituzioni se ne facciano carico. “Obiettivo del percorso”, si legge ancora nel sito della Provincia di Bergamo, “è individuare progetti e iniziative di rete su cui far convergere risorse e azioni di sistema e creare un’agenda comune del territorio in modo che vivere e lavorare in montagna diventino argomenti al centro delle discussioni e delle scelte degli amministratori”.

Troppa grazia Sant’Antonio in questo pomposo richiamarsi ad altri storici Stati generali, cioè alla storica assemblea, di origine feudale, che disponeva della funzione di limitare il potere monarchico prima della Rivoluzione francese? Cristiano Gatti in un’editoriale nelle pagine bergamasche del Corriere della Sera esprime riserve sull’utilità di questa adunata. “Santo cielo”, finge di stupirsi nel suo articolo, “gli Stati generali della Montagna. Di nuovo. Il 20 maggio a San Pellegrino, il 10 giugno a Zogno. A me piace moltissimo il titolo di questo secondo incontro: ‘Governance e policies mirate per i territori montani’. Più che un punto di partenza, mi sembra un bel punto d’arrivo. Un capolinea. Sul binario morto dell’inglesismo vuoto e del conformismo paesano. Genere Alberto Sordi del ‘uozzameriga’. Tutto il contrario di quello che servirebbe davvero alla nostra montagna: realismo, concretezza, chiarezza. Ho il forte timore che anche questa volta una pletora di cervelloni si ritroverà, con grande sfoggio di erudizione narcisista, per dirsi quello che tutti sanno già: la montagna va salvata, valorizzata, rilanciata”.

Chi siano questi cervelloni lo trovate nel programma che qui pubblichiamo, desunto dal sito della Provincia di Bergamo. Che annuncia anche il 9 luglio, ciliegina sulla torta, una “cordata della Presolana” a chiusura degli Stati generali: oltre 2000 persone coinvolte in un “abbraccio simbolico lungo 18mila metri della regina delle Orobie”. Già, la montagna per raccogliere e dispensare plausi e sorrisi, per farsi bella davanti ai potenti. Succedeva anche quando c’era Lui e si accendevano fuochi sulle vette per celebrare la Marcia su Roma. Corsi e ricorsi. Saprà almeno questa povera montagna trarne vantaggio senza limitarsi a risultare soltanto un pittoresco fondale? Con quel realismo e quella concretezza che talvolta in queste adunate sembrano di un altro pianeta, come osserva a torto o a ragione il Corrierone? (Ser)

Il rifugio Calvi nelle Orobie. Nell’immagine sopra il titolo gli Stati generali prima della Rivoluzione francese del 1789 (États généraux). Gli Stati generali si riunivano in Francia quando incombevano sul paese pericoli imminenti (da Wikipedia)

Il programma

Si parte il 20 maggio 2017 a San Pellegrino Terme, con l’evento in anteprima dedicato al turismo estivo in montagna, promosso dal Comune di Bergamo, per proseguire:

• 10 giugno workshop 14.30 – 18.30, Zogno – Green House con l’evento “Governance e policies mirate per i territori” promosso da CM Valle Brembana parteciperà dell’onorevole Enrico Borghi, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Ugo Parolo e la docente dell’Università della Montagna di Edolo Anna Giorgi. A moderare l’incontro la direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini.

• 24 giugno workshop 14.30 – 18.30, Terme di Sant’Omobono con “Vivere la montagna tra identità, comunità e sviluppo agricolo-rurale”, evento promosso da CM Valle Imagna con la partecipazione di Roberto Ferlinghetti, il sociologo Aldo Bonomi e Roberta Garibaldi referente del progetto ERG.

• 1 luglio workshop 14.30 – 18.30, Clusone 
con il tema “Sicurezza, salvaguardia, sostenibilità e sport in montagna”, iniziativa della Valle Seriana che ospiterà esperti sul tema del turismo di qualità nelle aree montane e porrà un focus particolare sulle strategie di promozione implementate dalle diverse rappresentanze territoriali sul turismo: Turismo Bergamo, Promoserio, Invalcavallina, VisitBrembo. Farà da moderatore dell’incontro Annibale Salsa – antropologo – Fondazione Dolomiti UNESCO.

• A latere sono previsti laboratori di approfondimento sui seguenti temi: il 10 giugno ore 14.30 “Economia circolare e servizi eco sistemici”, “Giovani start up, green economy e Macroregione alpina”, “Programmazione, politiche territoriali e servizi alla comunità locale”. Il 24 giugno ore 14.30 “Sviluppo della comunità e partecipazione”, “Valorizzazione del territorio a partire dal paesaggio agricolo rurale”, “Valorizzazione filiera agroalimentare e promozione del territorio”. Il 22 giugno ore 16 “Strategie condivise per un turismo di qualità nelle aree montane”.

Fonti:

http://bergamo.corriere.it/notizie/opinioni/17_aprile_30/stati-generali-montagna-rischio-viaggiare-un-binario-morto-39e8f66a-2f0a-11e7-88d3-be5206e98599.shtml

http://www.provincia.bergamo.it/Provpor/provBgViewEditorialNewsProcessWAI.jsp?editorialID=174914&nocache=585709717

Commenta la notizia.