Il Messner furioso

“Mountain Wilderness? Meglio che taccia per sempre!”. Questo è il cipiglio con cui si esprime Reinhold Messner (qui sopra in un ritratto giovanile di Guido Daniele) rispondendo a un’intervista (http://www.caiuget.it/notizie/messner-shackelton/) nel giornalino della Uget, sezione torinese del Cai. Di vecchia data è la ruggine tra l’ex re degli ottomila e l’associazione ambientalista che lo ebbe tra i suoi padri. Ma gli sembra forse il caso di sparare con tanta veemenza sulla croce rossa mentre Attila è alle porte? E mentre lo sgradito invasore spadroneggia tra le nostre montagne appestate per boschi e prati da gare di motociclette e di quad, banalizzate da voli turistici di elicotteri, offese dall’abusivismo edilizio, sofferenti per i torrenti e i laghi prosciugati dalle centraline e per un impressionante campionario di speculazioni? Su questo scenario si battono i suoi ex compagni di MW, pochi ma buoni, che saranno sicuramente stufi di sentirsi sbeffeggiare. Messner ce l’ha con i “chiacchieroni”: i Verdi, Mountain Wilderness, etc. Nessuno dubita che sappia come vanno le cose. Ma l’arroganza non è una buona consigliera e c’è anche il rischio a una certa età di mummificarsi coltivando pregiudizi e rancori. Brutto segno. Va aggiunto che quello di Messner non è purtroppo un caso isolato. Recenti sono le invettive di Mauro Corona rivolte agli “ambientalisti da Suv”. Si riferiva, chissà perché, proprio a chi protestava, MW compresa, per un illecito uso degli elicotteri fra i pinnacoli di dolomia. Ma che bisogno c’è di trascendere, di mostrarsi ferocemente divisi? Michele Serra, che fa parte del comitato etico scientifico di Mountain Wilderness, nella sua “amaca” di domenica 7 maggio 2017 su La Repubblica non ricorda di avere mai visto come di questi tempi tanti italiani col ditino alzato che si sgridano a vicenda. Questa specie di Torquemada diffuso e capillare, per dirla con Serra, non risparmia evidentemente la nicchia degli sparuti difensori della montagna, quella vera. A questo punto però un po’ di stile, possibilmente alpino, non guasterebbe. Per il bene di tutti e delle montagne che tanto presumiamo di amare. (Ser)

 

3 thoughts on “Il Messner furioso

  • 11/05/2017 at 09:31
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    E’ il “DIO DENARO” che detta le leggi. Essere invitati spesso come opinionisti, gestire alberghi, giustificare l’ecocidio del pianeta, specialmente se si è avanti con l’età, ma dopo aver vissuto in montagna rispettandola, non è giustificabile. Queste notizie fanno male. Questi comportamenti sono insopportabili.

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  • 09/05/2017 at 17:29
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    Non si sono fatti attendere i commenti in Facebook. Per Valerio Ferrari “Messner soffre un po’ del complesso di superiorità, è un gigante dell’alpinismo e si può pure capire ma non giustificare certi suoi atteggiamenti da primadonna infastidita da tutto quello che non controlla. Nessuno è perfetto, nemmeno lui… vedi quando faceva da testimonial per le armi da caccia”. Flavio Poratelli nota che la qualifica di ambientalisti da SUV coniata da Mauro Corona “rispecchia una qualche verità”. Gabriele Zerbi condivide i contenuti dell’articolo e l’analisi della situazione. “Temo solo”, osserva, “che queste parole funzionino da acciarino per i piromani della rete, che amerebbero abbattere anche gli alberi più solidi. Messner ad esempio”.

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  • 09/05/2017 at 14:04
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    I nostri politici, la nostra classe dirigente, da anni insulta, urla e sbraita per proteggere la propria incapacità e il popolo si adatta e impara.

    Sulla “bontà del fare” delle migliaia di organizzazioni italiane, che vivacchiano e fanno vivacchiare tante (troppe direi) persone, penso che la discussione non possa più “riuscire ad uscire” da una melma fangosa e spesso puzzolente, nella quale ormai si dibattono quasi tutte a forza di duplicarsi e sovrapporsi come animali affamati impazziti.

    Il giusto o lo sbagliato, la cortesia o la villania, l’umiltà o l’arroganza ormai sono solo strumenti di persuasione delle masse e le masse non riescono più a fare distinzioni.

    Chi vivrà vedrà.

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