Cassin e la riconquista del Badile

Nel 1987, a 78 anni di età, Riccardo Cassin, con Daniele Bianchi, Floriano Castelnuovo, Mario Conti e Danilo Valsecchi, ripeté la salita al Pizzo Badile di mezzo secolo prima, impresa che lo aveva consacrato tra i più forti alpinisti del Novecento. L’impresa viene ricordata giovedì 18 maggio 2017 a Lecco (Sala Don Ticozzi, via Ongania, ore 20.45) nel quadro della rassegna “Monti sorgenti” (13-28 maggio 2017). La parete nord-est del Pizzo Badile è uno scivolo di granito perfetto che precipita dalla cima per mille metri fino al ghiacciaio sottostante. Viene menzionata tra le sei più belle, famose e importanti pareti nord delle alpi. Al centro corre un capolavoro dell’alpinismo di logica ed eleganza, la via Cassin. Guidato dall’alpinista Rossano Libera il pubblico rivive giovedì 18 maggio a Lecco, con le immagini del film “Badile 1987” e con i protagonisti di allora, momenti memorabili di alpinismo. Partecipa alla serata anche il regista Fulvio Mariani che del suo storico film ha recentemente curato il restauro.

Riccardo Cassin (1909-2009) festeggiato nel 1987 in Val Masino e,  sopra il titolo alle prese con il Badile in una vignetta di Jean Loup Benoit (archivio Serafin/MountCity)

Del Comitato organizzatore di “Badile 87” con cui la Val Masino rese omaggio ai protagonisti delle scalate su questo magico granito fece parte Roberto Serafin, giornalista e alpinista appassionato. Indelebile per lui è il ricordo di quei giorni grandi in Val Masino, e in particolare dello sguardo tagliente di Reinhold Messner che si addolciva quando incontrava gli occhi azzurri di Cassin suo capo spedizione nell’infelice tentativo al Lohtse di qualche anno prima. Messner, reduce dai trionfi himalayani, non si fece pregare quando gli si chiese di essere accanto al vecchio maestro. Lo fece con discrezione e senza nulla chiedere in cambio. Cassin ne fu felice ma sospettò che volesse essere lui la primadonna dell’evento e rubargli la scena. Ma poi si ricredette rendendosi conto che Reinhold è troppo intelligente per rendersi schiavo di queste civetterie. Invece Walter Bonatti, invitatissimo, non si fece vedere. Troppe primedonne per i suoi gusti. “Badile 87” fu, in quei primi giorni di settembre del 1987 seguiti alla disastrosa alluvione in Valtellina, un evento che richiamò appassionati da tutta Europa. Enrico Camanni depositò nelle pagine di “Alp”, la sua creatura, una simpatica testimonianza. “Riccardo Cassin”, scrisse, “ha ricambiato l’affetto e la simpatia al fedele compagno Ginetto Esposito, alla moglie del grande Hermann Buhl, ai protagonisti tutti – lecchesi, valtellinesi, bondaschi – del granito del Pizzo Badile. E Serafin – infaticabile Pigmalione del convito alpinistico più rustico degli ultimi anni – ha sorriso, finalmente disteso e soddisfatto”.

 

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