Tredici motivi per opporsi al raduno dei quad

E’ fuori luogo l’intervento di Mountain Wilderness Italia contro il raduno dei quad in programma il 10 e 11 giugno nelle Dolomiti? La notizia dell’esposto-denuncia presentato dall’associazione alle Procure di Belluno e Trento nell’intento di impedirne lo svolgimento, ha ispirato a una lettrice di mountcity un garbato “invito a calmarsi” ritenendo che tale manifestazione non abbia “niente di drammatico”. Su invito del nostro sito, a questo commento (pubblicato in calce alla notizia) replica Luigi Casanova che dell’associazione è presidente onorario. Secondo Casanova sono almeno 13 i motivi che giustificano l’operato di MW. Sui quali, s’intende, mountcity.it, non può che dirsi d’accordo. E d’accordo sono anche LIPU Trento, LAC Trento e YAKU che si sono schierati con l’associazione.

Luigi Casanova

La prima ragione? E’ illegittimo

Calmarsi? Si può, infatti avevo chiesto all’organizzatore di sospendere l’evento per affrontare un discorso complessivo sul turismo sostenibile nell’Alto Agordino. Nessuna risposta, se non offese e falsità nei confronti di Mountain Wilderness. Perché questa manifestazione è “drammatica”? E tale la vogliamo? Rispondo con soli 13 perché, ve ne sono molti altri. 1) Perché non rispetta né leggi italiane né normative europee in materia di tutela degli habitat, cioè di Rete Natura 2000, vedi ripetute sentenze della Corte di Cassazione. Quindi è illegittima. 2) Perché, lasciando correre (una all’anno), queste iniziative  si diffonderanno ovunque. 3) Perché chi ha a cuore la fragile fauna selvatica presente su questi ambienti, sa che siamo o nel periodo di cova o nel periodo di nascita dei polli (pernici, galli forcelli), avifauna a rischio di estinzione sulle Alpi e tutelata in tutta Europa. 4) Perché non è vero che questi signori percorrono queste strade a 20 Km/h. Forse dopo il nostro intervento, ma se guardate i loro siti li vedete scorrazzare in ogni ambito alpino, sulla neve e in estate, li vedete sulle vette e li vedete orgogliosi delle loro presunte imprese. 5) Perché, una volta taciuto su questo, si dovrà tacere per ogni raduno di moto o altri mezzi a motore. 6) Perché in Austria, Svizzera, Baviera, Francia, le montagne sono definitivamente interdette ai mezzi a motore. Diverso è l’uso che ne fanno chi la montagna la coltiva, forestali, boscaioli, pastori. Questi sono i veri montanari, persone che hanno diritto di vivere le montagne nella loro intimità e che conoscono i limiti della natura. Osceno l’uso di chi la “usa” per ricreazione selvaggia. 7) Perché siamo in prossimità delle aree tutelate come monumento naturale dall’UNESCO. 8) Perché si attraversano aree Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Conservazione Speciale. 9) Perché si passa in prossimità di un parco naturale, Paneveggio – Pale di San Martino, nemmeno interpellato nella richiesta di autorizzazioni. 10) Perché anche chi desidera incontrare silenzio in montagna vive un suo diritto che non può essere vilipeso da chi in montagna impone la cultura della città: velocità, rumori, inquinamento. 11) Perché mentre stiamo faticosamente lavorando per liberare i passi dolomiti dal traffico a motore, iniziando da passo Sella, non possiamo permettere che spazi naturali quasi intonsi vengano violati da tanta arroganza. 12) Perché zone alpine che vivono sofferenza economica ben maggiore dell’area di Falcade, Val Maira e Balme, stanno dimostrando che la montagna può essere liberata dai motori e il turismo vivere sostenendo altre nicchie culturali ed altre sensibilità. 13) E da ultimo. Perché l’uomo, almeno in montagna, deve porsi un limite e lasciare spazio a qualche nicchia di natura.

Luigi Casanova

Presidente onorario di Mountain Wilderness Italia

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