La montagna perde due grandi amici

In comune Giovanni Bignami e Fiorenzo Gei avevano un grande amore per la montagna. Astrofisico e divulgatore milanese era il primo, insegnante e ambientalista di Prato il secondo. Se ne sono andati prematuramente ma della loro dipartita la montagna non ha colpe, ammesso pure che possa averne. Bignami è stato stroncato da un malore a 73 anni, Gei, assai più giovane, lo ha investito mortalmente un’auto. Se lo lo meritano qualche bit, fra i tanti che mountcity impiega e forse spreca per tenere acceso questo suo microscopico riflettore sulla montagna. E fra i tantissimi dedicati da certi alpinisti a personaggi da sempre impegnati a giocare a rimpiattino con la morte e che alla morte sono stati costretti ad arrendersi. Che fosse e no parente di un altro Bignami, quel tale Roberto che nel 1954 perse la vita andando alla conquista con Piero Ghiglione del monte Api, Giovanni era un alpinista provetto. Attualmente presiedeva il consiglio di amministrazione del progetto SKA, lo Square Kilometre Array, un progetto internazionale di rilevamento di onde mediante un radiotelescopio in costruzione in Australia e Sudafrica per sondare lo spazio profondo. Era una delle sue passioni. L’altra era, per l’appunto, la montagna, forse perché anche scalare una vetta è un modo per avvicinarsi alle stelle come acautamente nota il quotidiano La Repubblica che lo annoverava tra le sue firme illustri.

Giovanni Bignami, milanese, è stato un astrofisico illustre e un alpinista provetto. Nella foto sopra il titolo il naturalista Fiorenzo Gei di Prato, una grande perdita per il Cai.

Bignami aveva fatto il militare negli Alpini e continuava ad arrampicare. Quando era in viaggio, tra una lezione universitaria e l’altra, tra una visita a un telescopio e un meeting tra scienziati, trovava il tempo di calzare gli scarponi e salire in quota. Particolare importante. Il 2 giugno Bignami è stato premiato alla memoria in Prefettura insieme con 117 milanesi che hanno fatto grande l’Italia. Tra questi la giornalista Lina Sotis che ha dato vita all’associazione “Quartieri tranquilli” nella cui area di attività figura anche il progetto “Quartieri in quota” di cui mountcity.it è partner. Quanto a Fiorenzo Gei, ci invita cortesemente a ricordarlo una cara amica, socia del Cai, che ha avuto occasione di conoscerlo. “Non sarà annoverabile tra i grandi nomi dell’alpinismo, ma per il Sodalizio è stata una grande perdita ugualmente”, ci scrive la nostra amica segnalandoci un link al quotidiano “Il Tirreno”. “E’ stato un omaggio commosso, semplice e solenne al tempo stesso”, si legge a proposito delle esequie, “quello che Prato ha voluto riservare mercoledì 31 maggio, nella Cattedrale di Santo Stefano, a Fiorenzo Gei…Oltre alla famiglia, la moglie Rossella e i figli Francesco e Tommaso, nella prima fila il sindaco Matteo Biffoni, la presidente del consiglio comunale Ilaria Santi, il preside del Buzzi Erminio Serniotti”.

A quanto si è appreso, nella scuola dove insegnava, Fiorenzo Gei mise su un centro di scienze naturali. Le uscite non erano mai fini a se stesse, ma accompagnate da relazioni con ampia documentazione fotografica. Fiorenzo non era di quelli che stanno a casa a organizzare, ma i sentieri li faceva lui o li rimetteva in ordine con infinita pazienza e dedizione. La terra vi sia lieve, carissimi Giovanni e Fiorenzo. (Ser)

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