Lassù per le montagne…

Orsù cantiam: “Lassù per le montagne, tra boschi e valli d’or, fra l’aspre rupi echeggia, un cantico d’amor”. La celeberrima “Montanara” compie 90 anni ed è ormai una sorta di inno internazionale della montagna con versi e musica di Toni Ortelli e armonizzazione di Luigi Pigarelli. Il canto è nato nel 1927 nell’alta valle di Lanzo (Torino). Il successo all’epoca fu immediato: nel 1933 comparve l’armonizzazione per pianoforte del maestro Pigarelli. Nello stesso anno venne incisa dal coro della SAT in uno dei suoi famosi 78 giri con l’interpretazione di Silvio Pedrotti come solista. Ortelli, scomparso nel 2000, ebbe molti meriti oltre a quello di essere il “padre” di questo canto. Per 25 anni collaborò con il comitato di redazione della Rivista mensile del Cai, dal 1951 al 1963 come membro e dal 1964 al 1976 come presidente. Ricoprì inoltre la carica di presidente della Commissione delle pubblicazioni, di consigliere centrale e di presidente della Sezione di Torino per 18 anni. Fu tra i principali artefici della ricostruzione del rifugio Torino al Colle del Gigante. Contribuì infine con munificenza alla ristrutturazione del Museo della montagna e al miglioramento della Biblioteca nazionale che gli ha dedicato la sala di lettura.

Il Coro della Sosat con Maria Ortelli, moglie del musicista che ne compose i versi e la musica. Nella foto sopra il titolo Toni Ortelli si cala in corda doppia, la pipa tra i denti. Il maestro si disse ispirato dai canti di un pastore nelle valli di Lanzo.

Il testo e la traccia musicale de “La Montanara” furono scritte a Torino da Ortelli, che in una gita al Pian Della Mussa, nelle Valli di Lanzo, venne ispirato dai canti di un pastore. Dopo essere stata cantata e provata per settimane da Ortelli, assieme a Bepi Rauzi, studente universitario al Politecnico torinese e corista della Sosat, la canzone venne fatta ascoltare agli altri coristi. Il presidente del Coro, Nino Peterlongo, scrisse a Toni Ortelli chiedendogli la partitura musicale. Con una certa difficoltà la traccia musicale venne scritta e successivamente la Sosat, con la collaborazione di Luigi Pigarelli, provvide alla stampa della partitura per canto e pianoforte. Nel frattempo il Coro della Sosat, come scrisse lo stesso Ortelli, “aveva accolto nel suo repertorio ‘La Montanara’ come figlia prediletta e la canzone crebbe robusta, gagliarda e fu matura per la presentazione al pubblico”. Nel 1930 la partitura per canto e pianoforte fu editata a cura della Sosat per finanziare la ricostruzione del rifugio Cesare Battisti sulla Paganella. La canzone detta per definizione “L’inno della montagna“ ne ha fatta di strada. E’ l’unico canto tradotto in ben 148 lingue ed è senza tema di smentita, uno dei canti popolari della montagna più conosciuti al mondo. Per valorizzare la ricorrenza il Centro nazionale coralità ha organizzato una serie di eventi a Torino (27 maggio), Milano (11 giugno) e al Pian della Mussa (17 giugno). (Ser)

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