Turismo e terre alte. Quali limitazioni ci attendono

La notizia, ripresa da mountcity, del monitoraggio dei flussi turistici nell’Ossola e in Lombardia mediante particolari fotocellule rinnova l’attenzione alla vigilia dell’estate per il problema del turismo di massa e del suo impatto sui territori alpini. Quali strategie sono allo studio sui passi dolomitici dove si registrano picchi fino a 550 veicoli/ora e dove il rumore dovuto soprattutto alle motociclette supera i 90 dB?. Nel documento che pubblichiamo una proposta congiunta di Mountain Wildernes e di altre associazioni ambientaliste.

Fasce orarie sui passi dolomitici?

Le Associazioni Ambientaliste della provincia di Bolzano: Dachverband für Natur- und Umweltschutz, CIPRA Südtirol, Alpenverein Südtirol AVS, CAI Alto Adige, Lia per Natura y Usanzes, Legambiente Alto Adige – Bolzano /Umweltbund Südtirol-Bozen, Mountain Wilderness, Lia da Mont, Italia Nostra Bolzano, WWF Alto Adige, e per la Provincia di Trento, la SAT si sono messe attorno a un tavolo per proporre una strategia, che persegua l’obiettivo di regolamentare e ridurre il traffico sulle strade dei passi; questa proposta è stata pensata per offrire concretamente un vantaggio a tutti gli utenti della montagna, delle strade e delle valli. La proposta è nata da un’analisi del problema (dati di traffico che mostrano picchi fino a 550 veicoli/ora (report EURAC 2015) e di rumore che superano i 90 dB (campagna misure APPA BZ 2016) e dell’utenza (alpinisti, automobilisti, albergatori, motociclisti, ciclisti, ristoratori, ecc). L’idea di base è quella di tutelare il patrimonio naturale delle Dolomiti, creando una mentalità rispettosa dei luoghi e delle persone, al fine di valorizzare l’esperienza conoscitiva che si vive attraversando questi luoghi, unici al mondo. L’obiettivo della proposta sintetizza la responsabilità verso la tutela di un ambiente fragile e la consapevolezza della presenza di una economia turistica, che può trarre una valore aggiunto da un modello di turismo di qualità. Le Associazioni Ambientaliste invitano la Politica e le Comunità delle valli ladine, custodi di tale patrimonio, a fare una scelta lungimirante e coraggiosa per rinnovare l’attuale modello di turismo, considerando che anche altre località turistiche, come ad esempio, Balme in Piemonte e Zermatt in Svizzera, hanno fatto della mobilità rispettosa e controllata un vanto che le rende uniche e ambite. La proposta si articola in una regolamentazione selettiva a fasce orarie su tutte le strade dei Passi (Costalunga, Sella, Gardena) 2 giorni alla settimana (il venerdì e la domenica): dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 accesso riservato agli autobus pubblici e privati e dalle 12 alle 14 accesso consentito a tutti i veicoli leggeri; libero transito ai residenti, ai veicoli elettrici e alle biciclette. Questa idea innovativa permette agli escursionisti/arrampicatori di raggiungere le montagne prima delle 9, ai turisti che viaggiano in autobus (pubblici e privati) di spostarsi e raggiungere i punti di ristorazione nelle ore centrali della giornata, agli operatori turistici di migliorare la qualità della loro offerta, in un contesto più piacevole rispetto a quello attuale, e ai ciclisti di pedalare in condizioni di maggiore sicurezza. Motociclisti e automobilisti che si spostano tra le 12 e le 14 nel rispetto del codice della strada, beneficiano dell’assenza dei mezzi pesanti e lenti. Auspicabilmente ciò permetterà di non vedere più colonne interminabili di traffico congestionato.
L’intensificazione dei controlli stradali dovrà garantire una maggiore sicurezza e livelli di rumore inferiori all’attuale. Le Associazioni Ambientaliste hanno presentato la proposta agli Assessori Mussner e Theiner e quindi al tavolo tecnico che le province di Trento e Bolzano hanno istituito per lavorare sulla tematica. I prossimi passi saranno il coinvolgimento delle Associazioni Bellunesi e delle altre categorie di interesse al fine di creare un consenso sovraprovinciale nello spirito di Dolomiti UNESCO.

 

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