Passaggio Chiave: dal mare al Gran Sasso sulle vette dell’anima

Una recente immagine di Passaggio Chiave in uscita al Rifugio Lecco

Dopo la straordinaria esperienza sulla via Francigena, a settembre 2016, di cui questo blog ha riproposto il breve diario di bordo a firma di Fabiano Gorla e Rosi Maria Tortorella, il nuovo progetto che ispira la Rete di montagnaterapia Passaggio Chiave s’intitola “Da 0 a 3.000 – Dal mare al Gran Sasso scalando le vette dell’anima” e attraverserà dal 17 al 22 settembre 2017 l’antico territorio dei Sanniti in uno degli scenari naturali più integri d’Italia, il Parco Nazionale del Gran Sasso. Riportiamo qui alcuni stralci del progetto che vedrà coinvolte 45-50 persone tra pazienti con problematiche di dipendenza, educatori di comunità, operatori di Noa e Sert e istruttori accompagnatori e che è naturalmente è aperto a contributi di sponsorizzazione.

• Il cammino prende slancio dal mare con l’intento di unire l’acqua, fonte di vita e simbolo di rinascita, alla terra che diviene roccia svettante verso il cielo infinito. Partire dal mare assume una dimensione trasformativa: i piedi che incedono sulla battigia si aprono ad una sorta di abluzione e ritualmente preparano all’ascesa: prima acqua, poi pietra, in ultimo aria, ossigeno puro non solo per il corpo ma anche per lo spirito. Per Passaggio Chiave la Montagna rappresenta infatti un grande laboratorio nel quale sperimentare una dimensione ecologica dove ritrovare fresca linfa per nutrire la psiche. Un’esperienza di arricchimento personale che passa attraverso la conoscenza di limiti e paure, ma anche dalla consapevolezza delle proprie capacità grazie alle quali rintracciare vie inesplorate per superare gli ostacoli posti non solo lungo il sentiero, ma anche nella vita quotidiana. Salire in quota insegna ad aprirsi ad un mondo di possibilità inaspettate. Così il punto d’arrivo, la meta a cui si dirige lo sguardo e a cui si volgono il corpo e la mente non sono mai solo ciò che si cela alla fine del viaggio, ma sono l’anima stessa nel suo tessersi camminando. Se il cammino è interiore, la meta è il percorso stesso.

La vetta come raggiungimento di un obiettivo. E’ l’emblema della montagna, richiama l’elevazione dell’anima e la possibilità di vedere il mondo da un altro punto di vista. Alla tensione verticale dell’azione corrisponde la profondità del processo dentro di sé. Un processo che non avviene mai in solitudine perché la dimensione individuale del lavoro è agevolata dalla spinta corale del gruppo, vero fulcro del progetto, fucina di calde emozioni, intensi confronti, reciproco sostegno. Sostegno che troverà seguito al rientro: in comunità o in ambulatorio, da solo o in gruppo, quanto il vissuto avrà uno spazio di decantazione e rivisitazione.

Il progetto vuole coinvolgere 45-50 persone tra pazienti con problematiche di dipendenza, educatori di comunità, operatori di Noa e Sert e istruttori accompagnatori. Gli accompagnatori sono istruttori del CAI Abruzzo nonché di Alpiteam (Scuola di alpinismo lombarda) Questi si occuperanno di svolgere tutte le funzioni tecniche di accompagnamento e di guida lungo i sentieri e le montagne che affronteremo. Le realtà che vi partecipano afferiscono al settore pubblico, al privato sociale e al mondo del volontariato. In particolare fanno parte del settore pubblico: U.O.D ASST di Monza, U.O.D. ASST di Vimercate , ATS Brianza, U.O.D. ASST Rhodense. Nel privato sociale riconosciamo l’ARCA di Como, il Progetto Cooperativa Sociale e la Comunità il Molino-Cooperativa Sociale Sette Onlus. Gli utenti a cui il progetto è rivolto sono persone che hanno sviluppato nel corso della loro vita dipendenze verso sostanze, alcool e gioco d’azzardo. Persone che arrivano da contesti diversi. Tra i partecipanti, infatti vi sono: coloro che sono inseriti in percorsi comunitari; chi è in carico ai servizi di cura e segue un progetto di recupero territoriale; inoltre le stesse comunità hanno tipologie d’intervento differenti tra loro. L’obiettivo di tutti rimane comunque uno: lo scambio, il confronto, scoprirsi.

Il percorso programmato permetterà di scoprire le terre abruzzesi partendo dal mare e porterà, lentamente, ad assaporare il gusto di una vetta alpinistica, il Gran Sasso. La scelta è caduta su luoghi che permetteranno di vivere un’esperienza a più livelli: camminare nella natura, nella storia e nella cultura del territorio, fino a vivere la dimensione verticale della montagna, fornendo, ai partecipanti, l’occasione di una rivisitazione della propria esperienza di vita attraverso un percorso interiore. La prima di sei tappe si svolgerà lungo la costa, il cammino s’immergerà quindi nell’entroterra sull’appennino verso Campo Imperatore dal quale, al quarto giorno sarà tentata la salita alla vetta del Gran Sasso lungo la via normale.

Ogni paziente sta svolgendo all’interno dei diversi servizi un proprio personale percorso di vita: tutte le diverse storie individuali si innesteranno in un percorso più ampio che vedrà una serie di momenti di costruzione del gruppo e di interazioni tra le diverse realtà. Con cadenza mensile da maggio a settembre sono fissati momenti di incontro e conoscenza tra pazienti e operatori e giornate in cui iniziare ad affiancarsi nel cammino, laboratori motivazionali e incontri di costruzione e condivisione delle modalità di svolgimento dell’esperienza, incontri degli operatori afferenti a servizi diversi del pubblico e del privato per momenti specifici di formazione, uscite preparatorie psicofisiche e una cerimonia suggellerà la fine della preparazione e la partenza del gruppo alla presenza delle autorità e della stampa.

Ci sarà quindi un incontro nel mese di novembre tra gli operatori partecipanti dei diversi servizi per valutare efficacia e criticità ed eventuale replicabilità del progetto attraverso una relazione conclusiva e reportage giornalistici dell’esperienza e un video reportage che racconterà l’assoluta novità di questa esperienza di rete nel panorama di servizi per le dipendenze nazionali.

Scarica qui il pdf con il Progetto base da Zero a 3000

Per adesioni e sponsorizzazioni

è possibile contattare Beppe Guzzzeloni 

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