Parchi e beni comuni, il testamento di Rodotà

E’ stato un grande amico della natura e di chi oggi sta lottando per la tutela dei parchi italiani. La scomparsa del giurista Stefano Rodotà a 84 anni lascia un vuoto incolmabile tra gli attivisti di Mountain Wilderness del cui Comitato etico scientifico il professore faceva parte. “Un uomo di grandissima umanità, incarnazione dei migliori ideali di una sinistra libera dai condizionamenti degli schieramenti partitici e dalle ipocrisie che ne costituiscono il corollario”, lo definisce a nome dell’associazione Carlo Alberto Pinelli. “Uno degli ultimi interventi pubblici di Rodotà dedicato ai Parchi come beni comuni”, specifica Pinelli, “fu in occasione dell’incontro di Fontecchio organizzato nel 2014 dalle maggiori associazioni ambientaliste italiane. Ci mancheranno le sue lucide riflessioni e i suoi preziosi suggerimenti come stimolo per approfondite riflessioni sul nostro futuro e sul destino della Natura sul nostro Pianeta”.

Il video del professor Rodotà a Fontecchio è visibile sul canale YouTube del WWF Italia. https://www.youtube.com/watch?v=AukhWAL-45s

“Rodotà non è stato solo il difensore della Costituzione e dei diritti”, dichiara a sua volta la presidente del WWF Donatella Bianchi. “E’ stato anche un giurista che ha lavorato con forza e determinazione all’affermazione in Italia del concetto giuridico di bene comune, una categoria intimamente connessa con la difesa del nostro Capitale Naturale e dei nostri tesori ambientali. Se il concetto di bene comune è entrato nel dibattito pubblico ed è progressivamente diventato un patrimonio della coscienza collettiva della nostra società, come ha dimostrato il grande successo del referendum per l’Acqua pubblica, lo dobbiamo soprattutto allo straordinario lavoro del professor Rodotà che ha fornito a tutti noi che difendiamo l’ambiente strumenti giuridici solidi ed efficaci”. Per ricordarlo il WWF pubblica un video curato da Carlo Alberto Pinelli in cui Rodotà parla, rivolgendosi ai partecipanti al convegno di Fontecchio, dei beni comuni in relazione alle aree protette. L’incontro era stato organizzato da Mountain Wilderness, WWF, Italia Nostra, Federazione ProNatura, CTS, LIPU, Touring Club Italiano e FAI in collaborazione con il Comune per contribuire a rilanciare il ruolo centrale e strategico dei parchi e delle aree protette.

 

One thought on “Parchi e beni comuni, il testamento di Rodotà

  • 26/06/2017 at 23:16
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    Ricordo che lui, uomo di sinistra, era a capo della nascente organizzazione di garanzia della privacy e percepiva a quei tempi un miliardo di lire solo per quello. Magari mi sbaglio.

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