Montagna vintage. Raccogliete il fieno, è trendy!

“Andiamo a mietere il grano, il grano, il grano” cantava Luisella nel 1965 al “Disco per l’estate” promettendo che “tra le spighe dorate avrai la mia estate ed il mio cuor”. Più di mezzo secolo dopo il bucolico invito è diventato “Fasjn la mede”, ovvero “Facciamo i covoni di fieno”. E’ l’invito in dialetto di Sutrio, il paese carnico degli artigiani del legno. Il 30 luglio 2017 grandi e piccoli possono salire sul monte Zoncolan per trascorrere una giornata alla scoperta di antichi mestieri e riti della montagna friulana. “Fasin la mede” è nata per ricordare, e soprattutto per far conoscere ai giovani e ai turisti uno dei più diffusi lavori di un tempo, quello della fienagione, dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno. Mezzo secolo dopo il nascere della società dei consumi, si ripete insomma l’invito all’evasione, a evitare le code di auto verso il mare, gli ombrelloni e le spiagge affollate. Sullo Zoncolan un tempo le donne di Sutrio salivano di prima mattina per sparpagliare nei prati l’erba già sfalciata dagli uomini e farla seccare al sole, raccoglierla in alti covoni e poi riportarla la sera a valle, in pesanti gerle che si caricavano sulle spalle. Era un lavoro faticoso, che verrà riproposto in versione vintage in occasione della festa da gruppi di donne del paese, vestite con gli abiti tradizionali, affiancate da uomini e bambini, pure in costume.

Dalla mattina alle 9.30 fino al tardo pomeriggio si susseguiranno le varie fasi della fienagione: gli uomini che finiscono di falciare l’erba; le donne in costume (foto qui sopra) che rastrellano il fieno e poi, a mezzogiorno, si siedono all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la cjacule (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto); la composizione (con l’aiuto di tutti) di altissimi covoni su cui donne e bambini si arrampicano con agilità. Il tutto con il contorno di passeggiate naturalistiche alla scoperta delle erbe di montagna, biciclettate, musiche e balli tradizionali attorno ai covoni, giochi e esibizione di gruppi di bambini che giocheranno con il fieno. Immancabile il percorso gastronomico-naturalistico con tappa negli stavoli (le caratteristiche baite col tetto a spiovente della Carnia) che porterà alla scoperta di cibi dai sapori perduti. (Ser)

Per informazioni: www.carnia.itinfo@carnia.it

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