Cognetti, trionfo scontato (e meritato)

A dispetto dei detrattori, invidiosi del suo successo, Paolo Cognetti ha trionfato al Premio Strega dopo essersi aggiudicato lo Strega Giovani, scelto da una giuria di studenti. La vittoria è stata annunciata nel corso della cerimonia di giovedì 6 luglio 2017. Confermando i pronostici, il volume “Le otto montagne” ha ottenuto 208 voti. Un trionfo larghissimo. Ora chi dice di amare la montagna non può che averlo letto. E chi sostiene che Cognetti è semplicemente un clone di Mauro Corona faccia ammenda, se crede. “Voglio salutare i miei amici della montagna. Viva la montagna”, ha detto sul palco Cognetti, ritirando il premio e tracannando o fingendo di tracannare da una grande bottiglia di liquore Strega che ogni anno viene data al vincitore. “Questa vittoria”, ha aggiunto come si può leggere su tutti i giornali, “la dedico proprio alla montagna che è un mondo abbandonato, dimenticato e distrutto. Io mi sono votato a cercare di raccontarla, a fare il portavoce. A cercare di fare il tramite tra la montagna e la pianura e la città”. Bravo Cognetti, continua così. (Ser)

3 thoughts on “Cognetti, trionfo scontato (e meritato)

  • 08/07/2017 at 23:05
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    Avendo riferito anche di alcune malignità che circolano sul web a proposito sulle 8 montagne di Cognetti, mountcity.it sente il dovere di citare Il Foglio di sabato 8 e domenica 9 luglio 2017 che apre la prima pagina titolando “Dispiace per i maligni che pensavano di esserselo tolto dai piedi, ma lo Strega di Cognetti è meritato”. Mariarosa Mancuso, autorevole titolare della critica letteraria sul quotidiano, spiega che “le otto montagne è un romanzo come letteratura comanda. Ben scritto, senza fronzoli e ricercatezze. Ci sono le parole che servono a raccontare la storia, e anche quando sono di scena i paesaggi alpini, la vena poetica è tenuta a bada”. Quanti dei sedicenti scrittori di montagna possono dire di ottenere con la loro prosa analoghi risultati e di potere aspirare a uno dei maggiori premi letterari italiani?

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  • 07/07/2017 at 14:28
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    Sto leggendo proprio in questi giorni il libro, non l’ho ancora finito, non sono un esperto ne un critico letterario ma secondo me, per quanto letto fin’ora, con Corona non c’entra proprio niente, stili letterari e contenutivi totalmente diversi, l’unica cosa che li accomuna è il soggetto (La Montagna), un po’ poco a mio parere per definirlo un “clone” di Corona. Il libro comunque mi sta piacendo, anche se forse non presenta grandissimi slanci creativi, ma tutto sommato questa sobrietà è voluta e adatta per narrare il tipo di Montagna amata da Cognetti. Complimenti comunque al giovane autore per il premio, e un incitamento a continuare a raccontare la Montagna.

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  • 07/07/2017 at 10:18
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    Tristezza.
    Il trionfo dell’assenza.
    Però scrive bene.

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