Tori e orsi, quando l’incontro è ravvicinato

Verrà “rimosso” con un’ordinanza del presidente della provincia di Trento, Ugo Rossi, l’orso che in Trentino ha attaccato sabato 22 luglio 2017 un sessantanovenne nella Valle dei Laghi in Trentino ferendolo a un braccio? Secondo gli esperti potrebbe trattarsi dell’esemplare chiamato Kj2, già protagonista nel 2015 dell’aggressione a una persona che faceva jogging nei boschi nella stessa area presso Cadine. Ma di un altro incontro ravvicinato ritenuto a torto o a ragione inquietante si è parlato nel penultimo week end di luglio: quello con un toro che ha terrorizzato un escursionista milanese all’Alpe di Susi. Ne dà notizia il 22 luglio il Corriere dell’Alto Adige, precisando che l’escursionista si è rivolto ai carabinieri e che del caso si stanno interessando le organizzazioni turistiche.

Va da se che le aree riservate ai pascoli sono di norma recintate e se una mucca ostacola il cammino su un sentiero basta un’ombrellata sul groppone per farla sloggiare come insegna il veterano organizzatore turistico Beppe Tenti. Del resto, incontrare un toro è un evento non infrequente, come ben sa chi va per boschi e per prati. Nel Massiccio Centrale in Francia gli organizzatissimi“circuiti pedestri” attraversano aree riservate al pascolo da cui si entra e si esce utilizzando comode scalette che scavalcano le recinzioni. Se s’incontra un toro malintenzionato ci si può mettere rapidamente in salvo. A proposito: i tori si distinguono perché le corna sono generalmente più tozze e massicce di quelle delle vacche mentre quelle dei buoi, per effetto della castrazione, sono più simili a quelle delle vacche che a quelle dei tori. Non risulta però, salvo errori, che i turisti pedestri vengano mai “caricati” dai tori, troppo impegnati a farsi gli affari loro (e sappiamo benissimo quali). Ser

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