Luigino, una vita da “ragno”

Ha scalato in ogni parte del mondo ed è stato salvato da un pilota che, come lui, si era perso nelle distese dell’Alaska. Ma la sete di avventure di Luigino Airoldi, “ragno” dai capelli bianchi, non è ancora svanita. E’ stato uno tra i più forti arrampicatori del gruppo “Ragni della Grignetta”, conosciuto in tutto il mondo per le innumerevoli cime scalate. Ha effettuato salite estreme, aperto nuove vie e compiuto numerose spedizioni tra cui la prima salita assoluta nel 1961 della Sud del McKinley, in Alaska, ricevendo le congratulazioni del presidente Kennedy. Lungo è l’elenco dei riconoscimenti ottenuti da Airoldi, classe 1931: Istruttore Nazionale di Alpinismo del Club Alpino Italiano, Accademico del Cai (elite tecnico-culturale di circa trecento componenti su oltre trecentomila soci del Club), membro del Groupe Haute Montaigne (il più alto riconoscimento alpinistico a livello europeo) su proposta di Pierre Mazeaud, già Ministro di Francia e componente della omologa nostra Corte Costituzionale. E’ Azzurro d’Italia, su nomina del Coni, Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, insignito dal Presidente Giorgio Napolitano. Per 45 anni ha fato parte del Soccorso alpino di Lecco. Un bel curriculum per un tipo come Luigino, sempre sorridente, premuroso, modesto, affabile. Alpinisticamente nasce con gli alpinisti “monzesi” (il conte Aldo Bonacossa, Carletto Negri, Nino Oppio) e con loro scala le più belle e importanti montagne dell’arco alpino. Nel 1961 viene chiamato dal Cai di Lecco a partecipare alla spedizione Città di Lecco guidata da Riccardo Cassin, obiettivo la cresta sud del Mount Mc Kinley. Dopo il successo di questa spedizione seguono esperienze in Groenlandia (1979) con la traversata a vela dello stretto di Drake, Alaska (1970), Antartide (70-71), Afghanistan (1974). Innumerevoli le ascensioni compiute con Cassin e Casimiro Ferrari, il conquistatore del Cerro Torre. Una cinquantina le nuove ascensioni. Si è recato anche nella Terra di Baffin e ha scorrazzato per il Sud America, dal Venezuela alla Terra del Fuoco. Poi il Canada (Terra di Baffin), l’Asia e l’Africa dove fece esperienza come volontario con l’associazione “Mondo giusto” in Zaire, Ruanda e Congo. Da una ventina d’anni anni si occupa dei ragazzi disabili partecipando alle attività dell’Aassociazione Jack Canali che accompagna ciechi e portatori di handicap in montagna.

Luigino Airoldi a Filorera in Val Masino con l’amico accademico Tino Albani e (alla sua sinistra) Gabriele Bianchi, past presidente del Cai (ph. Serafin/MountCity)

“Tutto il mio viaggiare cominciò”, racconta Luigino, “nel 1961 in Alaska con Cassin sullo sperone sud del Mount Mc Kinley. Un’esperienza magnifica”. Nel 1970 tornò in Alaska, ma più a nord del massiccio del Mc Kinley, per scalare il Monte Hubbart. E’ su questa montagna che venne dichiarato disperso. “Sì, rimasi lassù per più di una settimana con scarsissimo cibo, freddo pungente e molte ore passate con l’angoscioso pensiero di non rivedere la mia famiglia e i miei amici. La provvidenza, invece, portò tra quei ghiacci un piccolo aeroplano che riuscì a scorgere i miei deboli segnali di soccorso. Il pilota era un ragazzo canadese che girovagava da quelle parti: si era perso anche lui! E’ solo per il suo errore che oggi sono ancora qui”.

Poi Airoldi partì per l’estremo sud del mondo. “L’ambasciatore italiano, dopo aver avvertito i miei familiari che ero ancora in vita, mi propose di aggregarmi a una spedizione della Marina militare italiana in Antartide come accompagnatore dotato di competenze alpinistiche. Accettai. C’era solo un piccolo problema: lo zaino con tutto il materiale si trovava a Lima, in Perù, dove l’avevo spedito in precedenza dall’Italia. Quando andai a recuperarlo, m’imbattei in una spedizione di americani che mi invitò a scalare la cima dell’Huanzen Sud. Era ottobre: c’era ancora tempo per l’Antartide e così acconsentii. Finalmente raggiunsi le isole Falkland dove mi attendeva l’equipaggio e la San Giuseppe Due, la nave che ci avrebbe condotti tra i ghiacci del Polo Sud. Si trattava, a dire il vero, di un’autentica bagnarola. Ce ne accorgemmo soprattutto quando doppiammo Capo Horn: uno scricchiolio unico! Ho il sospetto che, arrivati a destinazione nella Baia Auguirre, persino i pinguini si siano fatti una risata su di noi…”.

Come conciliava tutte queste avvventure con la famiglia e il lavoro? “Con il lavoro direi piuttosto male, dal momento che sono stato licenziato tre volte. La mia mansione era montatore meccanico e l’ultima ditta per cui ho lavorato è stata molto flessibile e generosa con me. La contropartita, però, fu quella di mandarmi più volte in trasferta all’estero, soprattutto nell’Europa dell’est, a montare impianti. A casa, mia moglie non era certo contenta, ma piuttosto di vedermi col muso mi ordinava di far lo zaino e partire”.

E veniamo all’Afghanistan. “Partii nella primavera del 1974 per Kabul, rinunciando alla spedizione lecchese in Patagonia che vinse la parete Ovest del Cerro Torre. Ebbi la brutta sorpresa di perdere il mio sacco. Per errore era stato imbarcato su un aereo per il Cairo. Così dovetti andare in Egitto a riprenderlo e ripartire per l’Afghanistan. Il 2 settembre, finalmente, riuscii a mettermi in marcia. Una volta raggiunto l’Hindu Kush, salimmo la difficile parete nord ovest del monte Koh I Bak Bala. Fino ad allora solo una spedizione di esploratori si era avvicinata a queste montagne, ma senza averne scalata nessuna. Fu un’esperienza magnifica”.

A proposito di onorificenze, quali sono per lui le più importanti? “Nel 2003 a Trento mi hanno conferito il premio SAT alla carriera alpinistica, nel 2006 sono stato nominato Cavaliere ufficiale della Repubblica Italiana. Nel 2007 sono entrato nell’esclusivo gruppo francese Haute Mountagne, presentato dall’amico Pierre Mazeaud”. Ma oggi alla sua non più tenera età, ha ancora voglia di avventure? “I capelli bianchi non sono un buon motivo per restare a casa seduti su una poltrona. I posti da vedere sono ancora tanti”.

Airoldi e Riccardo Cassin (1909-2009) che fu suo capo spedizione al McKinley (ph. Serafin/MountCity)

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