Quelle scampanellate sul sentiero

“Rucksicht, respect, rispetto” viene ripetuto fino alla noia sui pali che reggono la segnaletica in Engadina. Per chi fosse duro di comprendonio, l’invito è rivolto ai ciclisti perché osservino un comportamento riguardoso nei confronti dei bipedi anacronisticamente, ostinatamente appiedati. Un invito espresso anche in lingua romancia con un eloquente “resguard”. Perché qualche preoccupazioncella suscita anche nella civilissima Engadina la convivenza tra il popolo dei ciclisti e quello dei camminatori.

C’è posto per tutti? Non sempre…(ph. Serafin/MountCity)

E’ vero che in questa terra fortunata c’è o dovrebbe esserci spazio per tutti. Però può sempre capitare che in una giornata festiva o prefestiva si stia stretti nel viottolo pedonale che costeggia il lago tra Silvaplana e Sils. L’esigua minoranza camminante è in questo caso quella degli anziani bisognosi di ossigeno e di silenzi, inguaribili contemplatori di questo paesaggio che conserva l’incanto dei quadri di Segantini. Un vero salto generazionale rispetto all’onnipresente popolo dei pedalatori, sempre più di frequente adepti della pedalata assistita. Che tutti i torti per amare questo genere di trastullo non hanno. Grazie alle batterie al litio lo sforzo è pressoché nullo, peccato che il demone della velocità rischi talvolta di prendere il sopravvento, e chissenefrega del paesaggio e di Segantini. Non c’è da stupirsi che il manipolo di cirenei appiedati, un tempo sui sentieri considerati la razza padrona, appaia ora assediato da questa invincibile armata che fa del pedalare la sua religione e il verbo rispettare lo declina a modo suo. Di qui imperiosi scampanellii, manubri spropositati che sfiorano il pedone rifugiatosi sul ciglio della scarpata, genitori pedaloassistiti che rimorchiano gabbiette con la prole invadendo tutto il terreno disponibile. Peggio le cose vanno quando lo sterrato si riduce a un esiguo sentiero e i malcapitati appiedati sono costretti a condividerlo con chi si destreggia in sella spesso in modo maldestro. Rispetto, resguard? Ma da parte di chi? L’altopiano dell’Engadina con i suoi 580 chilometri di rete escursionistica è presentato come un paradiso per il trekking. Giustissimo. Ma l’impressione è che presto i trekker appiedati debbano considerarsi degli intrusi e dunque farsi rispettosamente da parte e sorridere facendo ciao con la manina ai pedalatori dopo averli salutati con l’immancabile grussgot. Con l’invito implicito a scusarsi con resguard se non si sono scansati per tempo dopo avere udito la scampanellata. (Ser)

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