Musica tra i ghiacci. Al ritmo delle pale

Cupole geodetiche per ospitare originali performance, bolidi di formula 1 e adesso, in questa estate infuocata, anche un pianoforte a coda. La cultura dell’eccesso impone, con l’indispensabile accompagnamento delle pale degli elicotteri, questo genere di exploit ad alta quota. Ultimo dei quali, il concerto per pianoforte definito più alto del mondo tenuto l’8 luglio dalla genovese Elisa Tomellini. L’auditorium, se così lo si può definire, era a quota 4.460 metri sui ghiacci sempre  più precari del Colle Gnifetti, nel massiccio del Monte Rosa. Lo strumento, un pianoforte a coda, è stato portato sul posto agganciato a un elicottero decollato da Gressoney – La Trinité. Ne valeva la pena? L’operazione, guidata dall’alpinista Marco Camandona, si è tradotta in un filmato i cui ricavati andranno in beneficenza a sostegno di un’organizzazione nepalese.

Fin qui la cronaca dell’exploit che ha suscitato interessanti riflessioni in Facebook. “Un pianoforte portato con l’elicottero sui ghiacciai del Monte Rosa, o un’intera orchestra trascinata in alta montagna per il concerto di ferragosto, sono manifestazioni di prepotenza, di mancanza di rispetto. In sintonia con i tempi, purtroppo”, è il commento assolutamente condivisibile di Toni Farina di Mountain Wilderness. “Si faccia sul fondovalle il concertone, e si lasci all’alta montagna il suo suono. Quello più bello: il silenzio”.

Ludovico Einaudi con il suo pianoforte a coda tra i ghiacci dell’Artico l’inverno scorso. Sopra il titolo Elisa Tomellini  che si è esibita l’8 luglio 2017 a quota 4.460 metri sul ghiacciaio del Colle Gnifetti, nel massiccio del Monte Rosa.

A qualcuno potrebbe venire in mente che il fine giustifica i mezzi, se il fine è davvero ispirato da nobili sentimenti e non dalla pura e semplice volontà degli sponsor di imporre a pagamento la loro immagine. Manifestazioni di prepotenza? Certo, anche al fascismo piaceva farsi bello installando giganteschi fasci da combattimento sulle cime.  Particolare importante. Pochi mesi fa la nave di Greenpeace “Arctic Sunrise” partita dall’Olanda ha raggiunto il Mar Glaciale Artico con a bordo un carico molto speciale: le firme e le voci di otto milioni di persone che, da tutto il mondo, si sono unite al movimento per salvare l’Artico e far si che venga dichiarato area protetta. A bordo c’era anche un ospite particolare che ha trasformato queste voci in musica: il pianista e compositore italiano Ludovico Einaudi.

Einaudi ha dato vita a una performance unica: un concerto tra i ghiacci, eseguito su una piattaforma galleggiante su cui campeggiava il suo pianoforte a coda. E’ però difficile credere che il salvataggio dell’Artico e delle nostre Alpi minacciate dal global warming e dalle speculazioni possa passare attraverso queste spettacolari ma sterili esibizioni. (Ser)

 

One thought on “Musica tra i ghiacci. Al ritmo delle pale

  • 17/08/2017 at 11:44
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    Musica in montagna?
    NO GRAZIE!

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