Il futuro delle Alpi secondo Der Spiegel

Per molti rappresentano ancora un sogno, ma fino a quando?

Per milioni di turisti le Alpi sono ancora un sogno (traum). Questa parola compare sulla copertina di Der Spiegel del 12 agosto 2017, la rivista settimanale tedesca con la maggior tiratura in Germania (viene pubblicata ad Amburgo con una media di un milione di copie alla settimana). Leggendo l’inchiesta annunciata in copertina c’è da stare allegri, ma fino a un certo punto. “Prati verdi, aria pura, vette innevate, vita sana”, si legge a proposito degli spot che descrivono le Alpi come un toccasana contro lo stress e la frenesia delle città inquinate. “Chi abita in pianura vede le Alpi come una roccaforte contro gli eccessi della modernità. Ma è vero il contrario: i problemi della vita in città finiscono per riproporsi in montagna. Qui il cambiamento climatico, l’invecchiamento della popolazione, l’imbarbarimento, l’urbanizzazione, il traffico si manifestano in alcuni casi in modo anche più cruento rispetto alla pianura”. Oggi le Alpi sono una delle zone montuose più popolate al mondo, ammette Der Spiegel. “Ma il traffico su strada cresce senza sosta: dal 1970 il trasporto di merci si è triplicato”.  E’ la fine delle Alpi? Non esageriamo. “La ricerca e la tecnologia”, conclude il settimanale, “creano nuove idee, che possono continuare a cambiare l’immagine di queste montagne, facendola passare da una ‘rigida eternità a un vivace dinamismo’”.

One thought on “Il futuro delle Alpi secondo Der Spiegel

  • 18/08/2017 at 19:18
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    La wilderness non ha nulla da spartire con la ricerca e la tecnologia.

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