La nuova torre di Babele nel cuore delle Alpi

La Torre Origen vista dal sentiero che sale al lago di Grevasalvas (ph. Serafin /MountCity)

Nella nebbia che avvolge il Julier Pass, a 2284 metri, nei Grigioni, la nuovissima torre di Babele si materializza di colpo al margine della strada. Il messaggio di pace è chiaro anche in questa nebbia che avvolge l’Europa, mentre il terrore corre lungo le ramblas di Barcellona e in segno di lutto si spegne la Torre Eiffel. Questa bellissima torre chiamata Origen viene definita effimera perché è a scadenza come lo yogurt: oggi c’è e nel 2020 verrà demolita “per sopravvivere solo nei ricordi”. Il passo sarà così restituito alla sua spoglia naturalezza. Anche la torre Eiffel quando è nata in occasione di un’esposizione universale aveva i giorni contati, poi si è visto come sono andate le cose. Gli svizzeri però sono di parola. Anche il preesistente attiguo kiosk sul passo, affollato di motociclisti, ha un’aria volutamente provvisoria. Di eterno sembrano qui esserci solo le mucche che pascolano indifferenti, o almeno fa piacere pensarlo. Con i suoi dieci lati, la torre è alta 30 metri. E’ stata concepita dall’organizzazione che porta il suo nome, un organismo che dal 2005 promuove la cultura grigionese trilingue. L’hanno tirata su durante il disgelo in soli due mesi. E’ interamente in legno colorato di amaranto. Spettacolare di suo, si presta per spettacoli teatrali. Ma anche a luci spente è una presenza piacevole e vitale, e ormai quasi irrinunciabile. Inserita nella scenografia disadorna di questo valico, le grandi finestre lasciano intravvedere l’interno oscuro mentre nelle vetrate si riflettono i magri pascoli e le pietraie un po’ spettrali. Il progetto firmato da Giovanni Netzer rappresenta, a quanto risulta, gli ideali dell’identità svizzera, quel suo costante porsi al centro dei popoli e dell’Europa da cui formalmente si tiene però alla larga. La torre è robusta, massiccia, ma allo stesso tempo accogliente e trasparente. Non contiene scritte, né slogan, e speriamo che venga rispettata nella sua integrità. Unisce culture e lingue diverse com’è giusto che sia nel cantone dei Grigioni dove si mescolano tedesco, italiano e romancio, una delle lingue ladine delle Alpi.

Periodicamente la torre, inaugurata i 31 luglio, si anima e diventa un teatro per gli spettatori che salgono quassù sfidando il vento gelido. Il ministro svizzero della cultura Alain Berset nell’inaugurare il manufatto ha sottolineato la volontà di mandare un messaggio forte. Un messaggio di pace, ha ripetuto più volte. “Si tratta di un progetto effimero”, si legge in una nota dell’associazione Origen, “che riflette la caducità della vita”. O caducità di queste Alpi divorate dal riscaldamento globale? Salendo dal passo lungo un sentiero al grazioso laghetto di Grevasalvas nella vastità di un paesaggio mozzafiato, la torre si riduce dall’alto a un minuscolo parallelepipedo, un frammento di universo deposto sulla spianata del colle da una mano misteriosa. Andate a godervela, avete tre anni per farlo. (Ser)

Lo Julierpass (2.284 m) è uno dei passi più utilizzati in Svizzera: aperto tutto l’anno, mette in comunicazione Sankt Moritz e Thusis. Sul valico si trova il confine tra i bacini idrografici del Reno e del Danubio. Sullo sfondo la nuovissima Torre Origen (ph. Serafin/MountCity)

3 thoughts on “La nuova torre di Babele nel cuore delle Alpi

  • 21/08/2017 at 15:57
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    Niente di nuovo sotto il sole…. Noi italiani in Piemonte abbiamo da più di 80 anni le torri del Sestriere che, belle o brutte che siano, ormai fanno parte del paesaggio con buona pace dei puristi della montagna incontaminata e selvaggia.

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  • 18/08/2017 at 11:56
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    Torna alla mente De Chirico e la sua metafisica.

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  • 18/08/2017 at 08:59
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    E’ bello vedere l’intelligenza dell’uomo.

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