Provincia di Trento, una pessima maestra

Da Cipra Italia riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato, firmato dalla presidente Federica Corrado, sull’uccisione dell’orsa Kj2 da parte della Provincia Autonoma di Trento.

Il comunicato di Cipra Italia

L’uccisione dell’orsa Kj2 da parte della Provincia Autonoma di Trento è un fatto di una gravità inaudita. Pur non possedendo ancora elementi certi nella valutazione di quanto realmente accaduto nella aggressione subita dall’escursionista il 24 luglio (sembra che sia stata l’orsa ad essere stata importunata dall’uomo) con una disarmante e superficiale fretta il presidente della Provincia Autonoma di Trento ha emanato l’ordinanza di eliminazione del selvatico. Tutto è stato deciso senza nemmeno tentare un approccio di confronto nella gestione dei selvatici con le parti sociali interessate al progetto LIFE URSUS che ha permesso la reintroduzione degli orsi (il riferimento alle associazioni ambientaliste è diretto): ci sembra evidente che i politici della Provincia abbiano seguito logiche di carattere elettoralistico (il prossimo anno si tiene il rinnovo del Consiglio Provinciale). Ogni singolo caso di aggressione di orsi in Trentino è stato motivato da disturbo diretto disturbo provocato da esseri umani o da cani, quindi situazioni imputabili solo a comportamenti umani scorretti.

Con i suoi ripetuti comportamenti (vedasi caso Daniza e le recenti decisioni della Commissione dei 12 riguardo la caccia nei parchi e la richiesta di esclusività nelle decisioni della cacciabilità di specie protette) la Provincia di Trento si evidenzia come pessima maestra. Totale risulta essere l’assenza di equilibrio e competenze nella gestione dei vari episodi. Con un simile drastico intervento la Provincia di Trento interpreta in modo riduttivo, esclusivamente antropocentrico, la percezione della conservazione e gestione degli animali selvatici, dei valori della biodiversità. Siamo in presenza di conseguenze che avranno ripercussioni anche nella gestione dell’URSUS marsicanus in Appennino. L’intera operazione della reintroduzione dell’orso nelle Alpi esce svilita, priva di credibilità e porterà l’Unione Europea ad esprimere dubbi sempre più motivati sulla capacità degli enti locali nel gestire progetti che hanno rilevanza internazionale ed in questo caso dovevano essere propedeutici alla diffusione della presenza dell’orso su tutto l’arco alpino.

E’ con estrema tristezza che Cipra si trova a dover commentare quanto avvenuto. Riteniamo doveroso sostenere ogni mobilitazione di profilo nazionale tesa a riportare competenze tanto delicate nell’ambito nazionale e sostenute solo da analisi scientifiche, private di ogni valore emotivo ed elettoralistico.

Federica Corrado, presidente di Cipra Italia

 

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