Addio per sempre alle nevi del “Piro”?

Nelle estati degli anni Cinquanta gli appassionati di sci scoprivano che…”l’estate è bianca” al Livrio anche grazie a un documentario che circolava con questo titolo realizzato da Fosco Maraini sulle spensierate vacanze sulle nevi dello Stelvio. Dove d’estate si sciava e si faceva baldoria. Il Livrio era il nome di un rifugio che poi il Cai Bergamo ha ceduto. Ma i raffinati bazzicavano di preferenza il rifugio Pirovano gestito dal popolare “Piro”. Altri tempi. Oggi lo sci estivo sullo Stelvio sta per gettare la spugna. Questa estate le piste dovevano riaprire dopo una pausa ferragostana ma resteranno chiuse fino a data da destinarsi. È la fine di un’epoca? Umberto Capitani, il direttore delle funivie, non vuole arrendersi. “Non può finire così”, dice, tra una consultazione e l’altra dei bollettini meteo che indicano lo zero termico sopra i 4mila metri. “C’è la fila di squadra agonistiche e sci club che vogliono allenarsi sulle nostre piste”, continua. “Riapriremo appena ci saranno le condizioni possibili”. Auguri.

Momenti di ozio sui campi di sci estivi dello Stelvio negli anni Cinquanta. Nella foto sopra il titolo, Giuseppe Pirovano con due dei suoi adorati cani tibetani.

A rendere popolare lo sci estivo allo Stelvio ha contribuito soprattutto negli anni Cinquanta il bergamasco Giuseppe Pirovano (1908-1993), guida alpina, soccorritore, maestro di sci tra i più contesi dal bel mondo, gran ghiacciatore che partecipò a memorabili imprese alpinistiche. Pirovano con la moglie Giuliana Boerchio, direttrice ed editrice del quotidiano La Provincia di Pavia, mise in piedi un accogliente rifugio alla Punta degli Spiriti a più di tremila metri di quota dove imponeva una severa disciplina. Indossare il maglione blu e rosso della sua scuola (poi diventata allo Stelvio un’operosa Università dello sci che porta il suo nome) era considerato un punto d’onore per chi cominciava ad assaporare le gioie dello “scondinzolo”. Pirovano,  “il Piro”, diede vita a una scuola anche a Cervinia dove si distinse come soccorritore partecipando, nell’inverno del ’53 sul Cervino alle ricerche, coronate da successo, dei torinesi Malvassora e Alderighi dati per dispersi. E adesso chi riuscirà a portare soccorso alle nevi del Piro? (Ser)

Stelvio 1956. In attesa della partenza della gara di fine corso (ph. Serafin/MountCity)

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