L’apocalittico crollo del Cengalo

Si sapeva che d’estate nelle Alpi Retiche la parete nord est del Cengalo, 3.369 metri, affacciata sulla val Bregaglia sul lato svizzero del colosso di granito, è pericolosa per chi arrampica come un paio di Eiger. Mercoledì 23 agosto 2017 il destino si è compiuto. La parete è crollata rovinosamente sulla Bregaglia. Risultato: 200 sfollati e la strada cantonale chiusa. Per questioni di sicurezza sono stati sfollati gli abitanti di Bondo, Promontogno, Sottoponte, Spino e anche un campeggio in zona. La frana era attesa, non però così presto. Ma da questa torrida estate c’è da aspettarsi di tutto “I segni di cedimento”, si legge su rsi.ch, “erano già stati notati domenica 13 agosto mentre dal 24 giugno si erano registrati almeno una trentina di crolli. Era attesa una frana tra i 2 e i 3 milioni di metri cubi di roccia. Un bacino artificiale è stato costruito in passato per raccogliere il materiale in caduta dalla montagna”. Il supplizio del Cengalo risale a parecchi anni fa. Nel luglio 2011 s’era verificato un primo crollo, sempre sulla parete nord est. Quella volta la frana aveva raggiunto e superato il sentiero del Viale, che collega la capanna Sciora, posta a 2.336 metri, alla Capanna Sasc Furä, posta a 1.904 metri di altitudine. Qui sopra uno screen shot dell’impressionante video realizzato dai gestori della capanna Sciora Reto e Barbara Salis e che è possibile recuperare tramite Google.

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