Dolomiti e nuovi modelli di mobilità

“Le Dolomiti alla sfida della mobilità sostenibile” titola Il Sole 24 Ore un servizio di Barbara Ganz che fa il punto sulle iniziative in corso e su quanto si va proponendo. Mercoledì 5 luglio è stato avviato il progetto pilota DolomitesVives: nove giornate di chiusura di Passo Sella al traffico privato motorizzato, tra le ore 9 e le 16, transito consentito solo a mezzi del trasporto pubblico locale o elettrici, oltre che a biciclette e pedoni. L’assessore trentino Mauro Gilmozzi ha ricordato che questo test sul Sella è stato frutto di incontri con i comprensori, i comuni e le organizzazioni turistiche, “e mostra la volontà di elaborare un nuovo modello di mobilità e di turismo per il futuro”. Reazioni contrarie all’iniziativa ci sono state sul versante veneto. “La chiusura di alcuni passi dolomitici decisa dalla Provincia autonoma di Trento porta due danni irreparabili”, sono state le parole del presidente della Regione Luca Zaia. “Il primo danno è che i turisti perdono ogni riferimento perché quando leggono del passo Sella pensano a tutti passi chiusi, tanto è vero che anche gli altri perdono traffico: gli automobilisti non fanno distinzione, semplicemente rimangono a casa o cambiano itinerario. L’altro aspetto dannoso è che si diffonde ancora una volta una idea sbagliata. Non deve passare il messaggio che l’inquinamento è provocato dalle auto sui passi: sappiamo bene che il problema nasce dai riscaldamenti o dal traffico nei fondovalle. Roma non può fingere di non avere competenze, visto che le strade coinvolte sono statali. La montagna ha bisogno di frequentazione, non di abbandono”.

Il trenino Calalzo-Dobbiaco (qui alla stazione di Cortina) tornerà a vivere? Sopra il titolo il passo Sella durante la chiusura estiva settimanale.

Intanto Bolzano, come è precisato nel citato servizio sul Sole 24 Ore, ha approvato le nuove linee guida per la promozione della mobilità sostenibile, a cominciare dagli spostamenti in bicicletta, con un rafforzamento dei servizi di trasporto su treni e bus. Corse aggiuntive e tariffe agevolate si uniscono al biglietto combinato bikemobil card, che permette l’uso di tutti i mezzi pubblici sul territorio provinciale e il noleggio bici. E’ proprio il treno a rappresentare il progetto capace di unire le regioni e spingerle a collaborare. Un’intesa è stata firmata dalla Regione veneto con il ministro delle Infrastrutture e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano nel febbraio del 2016. Da allora non siamo stati fermi”, ha spiegato Zaia presentando due ipotesi progettuali di tracciato per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Calalzo-Cortina, il cosiddetto “Treno delle Dolomiti” che prevede un investimento fra i 710 e i 745 milioni. Nel giro di otto/dieci anni l’opera potrebbe essere conclusa. Ciò avverrebbe dopo l’appuntamento con i Mondiali del 2021 a Cortina, che ha comunque incassato il via libera dell’Enac sul progetto di riapertura dell’aeroporto di Fiames. Tra Bolzano e Cortina un treno “green” collegherà tre comprensori  turistici come l’Alpe di Siusi, la Val Gardena e l’Alta Badia. Solo così l’Alto Adige potrebbe ricalcare il modello svizzero e intercettare agevolmente il traffico dei treni ad Alta Velocità che attraverso la Galleria di Base del Brennero (completata nel 2026) raggiungeranno Bolzano. Il nuovo traforo del Brennero, infatti, consentirà di raggiungere l’Alto Adige in circa 5 ore a un bacino di oltre 100 milioni di persone mentre il completamento dell’Alta Velocità permetterà di arrivare a Bolzano dall’aeroporto di Verona in circa 1 ora e da quello di Monaco di Baviera in poco meno di due ore.

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