Tecnologie. L’elettrodotto? Meglio se interrato

Non è il caso di deturpare le Alpi con tralicci per l’alta tensione alti fino a 60 metri come potrebbe capitare nelle valli ossolane dove l’incubo è rappresentato dal nuovo elettrodotto “Interconnector” che porterà energia elettrica dalle centrali nucleari svizzere alla Pianura Padana (ciò in base al progetto di Terna SpA, nata nel 1999 da Enel come operatore di reti per l’energia elettrica). I comitati ossolani contrari al progetto dovrebbero adesso compiacersi per la soluzione adottata nelle Dolomiti dalla stessa Terna per la realizzazione della nuova linea elettrica fra Somprade e Zuel: un cavo interrato collegherà infatti Auronzo e Cortina. Una soluzione esportabile anche nell’Ossola? La buona notizia è stata data dalla sindaca di Auronzo Tatiana Pais Becher che ringrazia Terna “per avere recepito le esigenze della cittadinanza e degli amministratori locali, fatto importantissimo se pensiamo al valore paesaggistico del territorio interessato dal progetto sui due comuni di Auronzo e Cortina”. Soddisfatti anche i comitati civici e gli ambientalisti. Luigi Casanova (Mountain Wilderness) precisa che “era tutt’altro che sicura una vittoria di tanto spessore nel Bellunese e in Veneto, dove le sensibilità stanno crescendo solo da qualche tempo”. Michele Boato, fondatore dell’Ecoistituto Veneto, ha aggiunto che ora “bisogna lavorare tutti, pancia a terra, per l’interramento dell’elettrodotto in Valbelluna”. Resta da capire per i profani dell’argomento quali sono i costi e le difficoltà insite nell’interrare gli elettrodotti, soluzione auspicabile quando si tratta di salvaguardare aree di grande valore paesaggistico dove il turismo costituisce una delle risorse più importanti.

One thought on “Tecnologie. L’elettrodotto? Meglio se interrato

  • 01/09/2017 at 14:14
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    Certo che è un’ottima soluzione. Penso però ai costi di realizzazione e a quelli di manutenzione o sostituzione futura….. E non capisco.

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