Immersione culturale nella “città giardino”

L’icona di una delle cinque aree tematiche.

Sfogliando il programma di “Nature Urbane” il festival del paesaggio che Varese  – “la città in un giardino” come recita il sottotitolo dell’evento – propone quest’anno dal 29 all’ 8 ottobre salta subito all’occhio l’icona con lo scarponcino, che individua una decina di percorsi tra arte e natura. E’ un piccolo segnale – così ci piace leggerlo – di una città che sta ricominciando a muoversi ripensare a considerare un diverso modello di mobilità nel quadro della sua nuova stagione politico amministrativa. Ma il festival Nature Urbane è qualcosa di più, è il primo importante “parto” turistico culturale della nuova giunta varesina di centro sinistra, che vuol dimostrare così di voler creare un dialogo fra i principali attori per la valorizzazione delle straordinarie risorse di questo territorio.

A presentarlo in sala stampa di Palazzo Lombardia venerdì 15 settembre il sindaco di Varese Davide Galimberti, il vicesindaco Daniele Zanzi e l’assessore alla cultura Roberto Cecchi. A condurre la presentazione Marco Marturano, coordinatore della comunicazione, con gli interventi di Claudia Terzi assessore regionale all’ambiente, Alberto Coen Porisini rettore dell’Università dell’Insubria oltre che del consigliere regionale Alessandro Alfieri e del presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. Università degli Studi dell’Insubria e Fondo per l’Ambiente Italiano sono tra i principali partner di questa iniziativa; ma il primo ringraziamento del sindaco è ai proprietari delle ville e dei parchi che assieme agli sponsor hanno offerto il loro primo contributo al riposizionamento di Varese quale eccellenza culturale e turistica in ambito nazionale e internazionale. Ecco i numeri: Nature Urbane dura 10 giorni e abbina incontri di approfondimento a tema a spettacoli in contesti d’eccezione e a due tipi di percorsi esperienziali dell’intersezione tra paesaggio e città. Ovvero: 24 ville e giardini, di cui la metà privati e aperti per la prima volta in assoluto; più di 130 visite tematiche; 46 percorsi per le scolaresche; 8 itinerari naturalistici; più di 30 eventi e attività collaterali tra cui conferenze, letture, proiezioni, concerti, animazioni e laboratori per famiglie nei parchi e nelle ville.

Non è un festival che si organizza all’interno di luoghi chiusi, sottolinea l’assessore Cecchi, ma piuttosto è mirato alla città e al suo territorio che i cittadini, anche i varesini, possono finalmente riscoprire per come è: un insieme di natura e storia, un contesto stratificato di cultura materiale. Il Festival è anche un luogo in cui la città si propone di rimettere in discussione i principi fondativi della sua crescita proponendosi di nuovo come punta di diamante nella ricerca di un equilibrio tra lo sviluppo del paesaggio urbano e l’ambiente naturale.

Ed ecco accanto al filo rosso di un Barone Rampante di Calvino riletto a più riprese e in diverse location da voci note e meno note (Lella Costa, David Riondino, Gioele Dix); il concerto al “rinascente” Grand Hotel del Campo dei Fiori (capolavoro dell’arch. Sommaruga e abbandonato fino a ieri al triste ruolo di ripetitore di onde radio) di Mario Brunello e le “sue” Suite di Bach; la riedizione del Premio Ecologia Città di Varese, in omaggio al suo ideatore Salvatore Furia, che verrà consegnato a Stefano Mancuso tra fondatori della neurobiologia vegetale; la presenza in conclusione del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni con il dibattito attualissimo sulla modifica delle funzioni di verifica della conformità paesaggistica…

Spettacolo e approfondimenti culturali, così appare l’iniziativa al suo lancio ufficiale in Regione, a due settimane dalla partenza, stratificata e ricca di stimoli e di divulgazione per ogni livello di lettura, e soprattutto il segno di una città che alza finalmente lo sguardo al futuro.

Lorenzo Serafin

Tutti gli eventi sono a partecipazione gratuita: info su www.natureurbane.it

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