Giacomino e l’arte del campanaro

Sistema catenelle, leveraggio e campane…poi inizia a battere sulla tastiera (ph. Diego Tonietti).

Vedere oggigiorno un campanaro in azione è avvenimento raro, ma non nel piccolo villaggio di Croppo, Comune di Ceppo Morelli, a due passi da Macugnaga e dal Monte Rosa. Qui risiede Giacomo Sandretti, classe 1943, forse l’ultimo campanaro tuttora in esercizio. Non suona più tanto come una volta ma di sicuro quando c’è festa nel Santuario del Croppo, la piccola chiesetta, dedicata a Maria Bambina, che si trova a lato della strada che porta a Macugnaga. Con agilità sale la stretta scala fino alla cima del campanile. Sistema catenelle, leveraggio e campane. Si accomoda su una trave portante e, con mosse decise e ritmate inizia a battere sulla “tastiera” fatta di semplici legni. “Qui sono possibili poche sonate per campane”, dice Giacomino, “poiché nel campanile ce ne sono soltanto tre. Io mi limito ad una sonata classica e ad una più elaborata. Suono per mantenere una storica tradizione ma adesso lo faccio solo in occasione di particolari feste e ricorrenze che si tengono in Santuario. Mi ritengo un artigiano e non un maestro campanaro, però sto insegnando il ‘suonar le campane’ a mio figlio Alain che è già in grado di suonarle in maniera autonoma”. “Io”, prosegue Giacomino, “ho imparato fin da bambino ‘rubando’ l’arte all’allora sacrestano Giovanni Pinaglia (Giuan dla Veula) di Vanzone. Lo seguivo ogni volta fin sulla cima del campanile e scrutavo ogni sua mossa. Poi un bel giorno lui mi ha detto: ‘ades prova ti’ – adesso prova tu! E da lì ho cominciato a suonare le campane del Santuario”. Giuan dla Veula era un personaggio storico molto legato al Santuario del Croppo ma ricordato da molti (i meno giovani) come ‘inventore e gestore’ dell’osteria, che prendeva vita una settimana all’anno, in occasione della festa patronale. L’osteria nasceva all’interno di una baracca di legno, qui si beveva vino buono, spillato direttamente dalla damigiana ma soprattutto si degustavano prodotti biologici a km/0 quando queste definizioni erano ancora da inventare.

Walter Bettoni

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