Voglia di spritz sul trenino rosso

Sogno o son desto? A qualcuno dei residenti in via Raffaello Sanzio, nella milanese Porta Magenta, il dubbio è venuto quando il mattino, camminando sul marciapiedi, ha trovato parcheggiato il trenino rosso delle Retiche. O, perlomeno, quella aveva tutta l’aria di essere una carrozza del convoglio che nella Svizzera extraeuropea collega diverse aree linguistiche e culture, partendo dalla Valtellina per inserirsi nella cornice montana dell’Albula e del Bernina con 55 gallerie, 196 viadotti e pendenze fino al 70 per mille che il treno supera con nonchalance. Guardando meglio però, a “travestirsi” da trenino rosso in un’ipotetica banhof era semplicemente il dehor di un bistrot dove la gente, dopo una giornata di lavoro, si rintana la sera a bersi uno spritz. Una pubblicità, che diamine, per il convoglio che vanta addirittura la protezione dell’Unesco. Era già capitato che le Ferrovie delle Retiche “travestissero” alcuni jumbo tram a Milano con i colori e le fattezze dei loro convogli. Ma adesso la simpatica invasione extracomunitaria continua sui marciapiedi. E senza il rischio che qualche accigliato agente della dogana elvetica al confine di stato ci possa interrogare su quante bottiglie di vino o di grappa ci portiamo appresso nel baule dell’auto. (Ser)

Il trenino delle Alpi Retiche alla stazione di Morteratsch, in Engadina. Nella foto sopra il titolo la sua versione metropolitana su un marciapiede milanese (ph. Serafin/MountCity).

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