Trentacinque alpinisti visti da vicino

Trentacinque interviste raccontano un secolo di arrampicata in “Incontri ad alta quota” (Corbaccio, collana Exploit, 373 pagine, 19,90 euro). Il libro di Stefano Ardito ebbe larga diffusione nel 1988 quando venne per la prima volta pubblicato dall’editore Dall’Oglio nella storica collana Exploits. Scomparso dalle librerie e dai cataloghi, torna adesso sugli scaffali (per fortuna) con le interviste di trent’anni fa riscritte o semplicemente ritoccate. Molte altre sono state raccolte e pubblicate da allora su Alp, Specchio, Il Messaggero, Montagne 360, Meridiani Montagne, Up – Annuario di alpinismo europeo e Il Manifesto. Qualcuna, realizzata poco prima dell’uscita di questo libro, è inedita. Alla fine di questa raccolta gli appassionati possono imbattersi nel superlativo David Lama o nell’altrettanto grande Adam Ondra che trent’anni fa non erano ancora nati o vagivano nella culla. Di sicuro Ardito, romano, unisce alle doti di giornalista di razza che sa come spremere l’intervistato senza mai metterlo con le spalle al muro, la totale padronanza della materia. In tal modo riesce sempre, pur con la dovuta deferenza, a dialogare da pari a pari con gli interlocutori sulla base di un canovaccio tutt’altro che improvvisato. Non ha peli sulla lingua Domenico Rudatis, un re delle Dolomiti trapiantato negli Stati Uniti, quando deve dare del bugiardo al chiacchieratissimo Severino Casara. Da ogni personaggio c’è da aspettarsi una rivelazione. Gino Soldà che fu tra gli eroi del K2 mancò la prima alla nord dell’Eiger perché prima di affrontarla si ruppe un braccio…e così probabilmente si salvò la pelle. Riccardo Cassin non fa mistero sul fatto che Ardito Desio fosse geloso di lui quando lo ha escluso dalla spedizione al K2. Ma Desio respinge l’accusa e nega di avere manipolato gli esami fisiologici a cui si era sottoposto Cassin. Cesare Maestri, ragno delle Dolomiti, ammette a sua volta di essere stato geloso, del tutto ricambiato, di Walter Bonatti. Bonatti infine sorvola su una domanda insidiosa: ha davvero tentato, come si dice, di sorpassare la cordata di punta al K2 per involarsi verso la vetta? Si potrebbe continuare a lungo, ma a questo punto non resta che andarsi a leggere questi “Incontri” da cima a fondo, godendosi quell’affabilità intrisa di spregiudicatezza che sono le doti precipue del narratore Stefano Ardito. (Ser)

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Riccardo Cassin insegna ad arrampicare all’attrice Lucilla Morlacchi. Nella foto sopra il titolo Cesare Maestri con l’adorata nipote Carlotta (ph. Serafin/MountCity)

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