Cani e gatti di montagna in mimetica

Cani e gatti con le stellette? Ma si, la letteratura ne è piena. Le storie non riguardano soltanto i muli che hanno condiviso con le truppe alpine rischi e fatiche. L’ ultima notizia apparsa in rete riguarda, in Svizzera, la gatta Broccoli promossa brigadiere dopo essere diventata l’animale di compagnia di una caserma nel Canton Berna. Il felino aveva iniziato ad aggirarsi nella caserma di Lyss nel 2004. Era in cerca di distrazioni. E le ha trovate presso le giovani reclute, pronte ad elargirle qualche spuntino. L’altro quattro zampe con le stellette di cui ancora si favoleggia venne battezzato Congedo. Fu il cane che per anni divise con gli alpini congedanti marce, fatiche e rancio. E in effetti quel buon diavolaccio di Congedo, come raccontano Laura Guardini e Roberto Serafin nel loro libro “Samaritani con la coda” (Priuli&Verlucca, 2005) era bravissimo a intrufolarsi tra i futuri ufficiali della Scuola Militare Alpina di Aosta tenendo alto il morale in cambio di coccole.

Congedo era bravissimo a intrufolarsi tra i futuri ufficiali della Scuola Militare Alpina di Aosta tenendo alto il morale in cambio di coccole. Nella foto sopra il titolo la gatta Broccoli promossa brigadiere in una caserma svizzera.

Fu per l’esattezza nel lontano 1967 che Congedo adottò a più riprese decine, forse centinaia di giovani allievi ufficiali. “Avete capito benissimo, non era stato adottato, aveva adottato”, puntualizza un ufficiale ora in congedo. Congedo nel senso di cane era in effetti aggregato alla compagnia “anziana” della Smalp. Fatto curioso, almeno in apparenza: usciva in esercitazione esclusivamente con gli allievi che avevano sulle spalle un periodo maggiore di naja, e solo dopo la loro partenza dalla scuola si aggregava al corso successivo. Ma davvero rimane un mistero stabilire con quale criterio quel simpaticone di Congedo riconoscesse reclute e congedanti? Davvero c’è da stupirsi che nessun tipo di lusinga gli abbia mai fatto mutare abitudini? O non è forse vero che si è trattato del retaggio di un comportamento sociale risalente ai gesti di sottomissione che i progenitori lupi subalterni adottavano nel rapportarsi ai membri dominanti? E’ probabile che le cose stessero in effetti in questi termini. Chi si occupa di etologia ha le idee chiare in proposito. L’evoluzione, spiegano gli studiosi, ha dotato i cani di una straordinaria capacità d’ingraziarsi chi sta, ai loro occhi, occupando un gradino più in alto nella scala sociale.(Ser)

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