Barmasse scala il Kilimangiaro (e gli ascolti)

La montagna ha bisogno di un testimonial serio e preparato come Hervé Barmasse, l’unico fra gli alpinisti in grado di bucare gli schermi non tanto per il phisique du rol che certo lo favorisce, quanto per l’abilità e la piacevolezza nell’esprimersi. Con soddisfazione si è rivisto l’alpinista valdostano domenica 5 novembre alla trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro” condotto da Camila Raznovich dove è ospite fisso tutte le domeniche alle 15.30. Barmasse, già presente in studio nella passata edizione per una puntata al mese, stavolta è stato chiamato a raddoppiare le sue partecipazioni. Ora è presente una volta in studio e un’altra è protagonista di una serie di speciali nel corso dei quali, di volta in volta, accompagna i telespettatori lungo vie e trekking di montagna. Nella prima “puntata” da guida (per lui che guida alpina lo è davvero), è salito tra le nevi (scarse) del monte Kilimangiaro ed è stato visto, a quanto risulta, da oltre un milione e mezzo di spettatori. “Il tramonto, vissuto alle falde del Kibo (Kilimangiaro) è una delle immagini più belle raccolte in ottobre realizzando le riprese”, racconta soddisfatto Hervé. Prossimamente, insieme con i suoi ospiti, lo vedremo sul Monte Bianco. “I curatori del programma”, aggiunge, “così attento a certi valori e a un importante aspetto etico, hanno evidentemente riconosciuto in me un personaggio coerente con questa impostazione e lontano dal concetto di spettacolarizzazione dell’alpinismo”. Per conoscere in anteprima in quali domeniche vedremo Barmasse in studio (tra racconti delle sue imprese e approfondimenti su temi legati in particolare all’ambiente) e in quali invece sarà “in trasferta”, si possono consultare i suoi canali social ufficiali e quelli del programma di Rai Tre.

Intanto Barmasse continua il suo tour nei teatri con la conferenza “La montagna, la mia vita tra zero e ottomila” che porta in giro perl’Italia fino all’inizio del 2018. In un’ora e mezza di monologo ripercorre “i suoi primi 40 anni” insistendo non tanto, o non solo sulla prestazione sportiva (che rimane peraltro come scenario) e su se stesso, quanto su ciò che la montagna rappresenta e su quello che la vita, attraverso di essa, può insegnare.

Per aggiornamenti:

www.hervebarmasse.com

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